la calca all'accesso del cortile di Giulietta da via Cappello nell'alta stagione turistica

I PROGRAMMI. Sboarina e la Giunta hanno fatto il punto sull’attività amministrativa nella conferenza di fine anno
«Pronta la soluzione per la Casa di Giulietta. È il brand per cui Verona è famosa nel mondo. Renderemo il sito più bello e visitato». L’uscita sarà dal Teatro Nuovo.
«Abbiamo cominciato dalle fondamenta, indispensabili per costruire un edificio solido, quello della Grande Verona, ora vediamo alzarsi i primi muri». Fuori di metafora, il sindaco Federico Sboarina durante la conferenza stampa di fine anno per fare il punto sull’attività amministrativa, fa sapere di confidare molto sui 16 milioni di euro recuperati dall’avanzo di bilancio. «Il prossimo anno avremo una città rimessa a nuovo» assicura. E il 2019 porterà la «soluzione definitiva», assicura, per la nuova organizzazione dell’ingresso, a pagamento, dalla palazzina Armani con uscita dal Teatro Nuovo al cortile di Giulietta. «Tra qualche settimana il progetto sarà ufficiale e si potrà iniziare con il nuovo corso. Non c’è giorno che non mi dedichi a questo tema», aggiunge, «perché si tratta del brand per il quale Verona è conosciuta nel mondo e quindi è doveroso trovare una soluzione per rendere questo luogo ancora più bello e visitato, completamente nuovo: un museo europeo».Il sindaco, inoltre, annuncia l’adozione del Fattore famiglia, una serie di parametri studiati dall’università scaligera, «per garantire maggiore equità fiscale soprattutto alle famiglie numerose o in difficoltà». E fa sapere che «a metà febbraio si farà una verifica sul percorso verso la costruzione di un nuovo stadio». Ma si va avanti, aggiunge, anche con l’obiettivo del «traforo breve, poiché per la città è fondamentale avere uno sbocco a nord».Ufficialmente il Comune non può avviare altri progetti fino a quando non arriva la sentenza definitiva che affossa il progetto autostradale di Technital. Ma l’idea che piace ora a Palazzo Barbieri è quello di un traforo leggero, a due sole corsie, con partenza sempre alla Ca’ Rossa di Poiano e arrivo al Saval, per il traffico urbano in parallelo a via Mameli dove passerà invece il filobus.Sboarina elenca poi le «cose negative» ereditate al suo insediamento. «Una Fondazione Arena con 28 milioni di debiti, commissariata e sull’orlo del fallimento, neanche un euro per le strade, una forte percezione di insicurezza fra i cittadini, una proliferazione di centri commerciali, perfino dentro l’Arsenale, il progetto traforo ormai morto e quello del filobus bloccato dai litigi. Da qui siamo partiti», esclama, «lavorando su due filoni: cantieri per sistemare strade, verde e decoro cittadino. Dall’altro, la vocazione internazionale di Verona, con progetti, iniziative, gemellaggi». E si continua a puntare sulla candidatura a Capitale europea della cultura 2021. Non può mancare un accenno alle polemiche sul bando per l’individuazione del nuovo direttore artistico dell’Estate teatrale. «Attacchi pretestuosi», afferma l’assessore alla Cultura Francesca Briani, «perché l’abbiamo fatto comparando bandi simili». E sulle «anomalie» denunciate dall’ex sindaco Tosi, Sboarina taglia corto: «C’è qualche attore comico che gira per la città». Sull’ambiente il sindaco parla di «scelte culturali che stanno dando frutti, grazie anche alle campagne di sensibilizzazione lanciate con i mobility day, basti pensare che nel fine settimana dell’8 e 9 dicembre sono stati venduti 25mila biglietti per i bus navetta dalla Fiera». È «ancora in piedi», garantisce poi Sboarina, il tavolo di trattativa con l’Ikea alla Marangona. E spiega: «A luglio ci avevano sottoposto una nuova proposta in cui la parte commerciale, attorno al centro vendite vero e proprio, viene sensibilmente ridotta e con l’aggiunta di un palasport. Questa idea ci piace e ne riparleremo a gennaio».Sulle sorti della Fondazione Arena, nonostante il durissimo scontro in atto con le organizzazioni sindacali, Sboarina, da presidente del Consiglio di indirizzo, si dice «ottimista». E ribadisce: «L’anno scorso si veniva da una situazione drammatica, basti pensare ai 2,1 milioni di stipendi non pagati, ma tutti gli indicatori, che verranno certificati dal Consiglio di indirizzo, ci dicono che la direzione presa è positiva anche se il percorso è ancora lungo». E avverte: «Io vado avanti per il rilancio della Fondazione, ognuno si assume le proprie responsabilità. Il Consiglio di indirizzo è convinto», conclude, «che la strada è quella giusta. Confronti sì, ma ricordo che dal primo gennaio siamo in mare aperto, fuori dai benefici della Legge Bray».Infine, una battuta sulla sedia lasciata libera in Giunta dal ministro Lorenzo Fontana. «Questa casella spetta alla Lega, saranno loro a indicare il nome, intanto», sorride, «stiamo risparmiando soldi. Un parto difficile? I nove mesi scadono a marzo e penso che entro quella data avremo il nuovo assessore».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 20/12/2018

Note: Enrico Santi - foto servizio Marchiori