PARROCCHIE

Nel 1938 giunse a Cancello di Mizzole, come parroco, don Antonio Rizzotto. Nel 1998 il paese celebrò le nozze di diamante con la parrocchia. Da vecchio abitante del paese invitai il vescovo, padre Flavio Roberto Carraro, a presiedere la celebrazione della messa e partecipare al pranzo di festeggiamento. Accettò e per don Antonio fu una grande gioia. Qualche tempo prima avevo sentito voci su un suo trasferimento o, probabilmente, su una sua messa in pensione. Don Antonio, nato nel 1908 e, quindi, in età avanzata, era preoccupatissimo come lo erano gli abitanti del paese. Il vescovo mi rassicurò e don Antonio, a novantadue anni, potè raggiungere il Padre Eterno da parroco di Cancello. In questi giorni ho saputo che il vescovo ha nominato monsignor Piergiorgio Rizzini canonico della cattedrale trasferendolo da San Giorgio in Braida, dove è parroco da quindici anni. Non credo che la ragione sia l’età. Se così fosse avrebbe dovuto metterlo in pensione al compimento dei 75 anni, una decisione sempre meno frequente considerata la carenza di vocazioni.La promozione di monsignor Rizzini, uno dei sacerdoti più colti, più comunicativi, più simpatici e più amati che abbia la diocesi di Verona, è un grande dolore per i parrocchiani. Lo stesso dispiacere avevano provato i parrocchiani di Sant’Eufemia quando venne trasferito a San Giorgio dopo tredici anni per affidare la parrocchia all’Opus Dei che aveva chiesto una chiesa di dimensioni più ampie rispetto ai Santi Apostoli.Ora il diritto canonico dà al vescovo poteri assoluti sui sacerdoti della sua diocesi. Mi chiedo, però, perché prima di trasferire un parroco non vengano interpellati i fedeli e le scelte non vengano fatte anche con il cuore.VERONA

Tratto da: L'Arena -lettere- pag. 23

Data: 17/07/2018

Note: Guariente Guarienti