Una veduta del Catullo: c'è l'ipotesi di collegarlo non solo alla stazione ma anche alla zona del basso lago

INFRASTRUTTURE. Rfi avrebbe la possibilità di collegare questi punti lungo la linea ferroviaria storica o di creare un sedime ferroviario nuovo, nel tratto verso Valeggio
Oltre al proseguimento per Villafranca si ipotizza un innesto verso Peschiera e poi Lazise a servizio di milioni di turisti
La corsa alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina d’Ampezzo 2026, con cerimonia finale a Verona, in Arena, ma anche le richieste del mondo imprenditoriale e di quello del turismo, in particolare, uno dei settori trainanti dell’economia veronese, accendono sempre di più i riflettori sul tema delle infrastrutture, stradali e ferroviarie. In città e in provincia.Così, nella zona ovest del Veronese, sulla linea Brescia-Verona, sono in attività i cantieri della Tav, i treni ad alta velocità-alta capacità ferroviaria. Poi si progettano il nodo Tav di Verona e il tratto Verona-Vicenza-Padova, si va avanti per il tunnel ferroviario del Brennero e per variante alla strada statale 12. Ma ora spunta per la prima volta una nuova idea di collegamento ferroviario per l’aeroporto Valerio Catullo, di Villafranca. È un’opera che, tra l’altro, la Regione Veneto e il Comune stanno cercando di far riconoscere dal ministero delle infrastrutture e trasporti come opera strategica, proprio in vista dei Giochi invernali 2026, previsti in febbraio. Da concludere, dunque, prima di quel periodo.La novità consiste nell’estensione del tratto ferroviario. Non più, quindi, come da molti anni si ipotizza, solo dalla stazione di Verona Porta Nuova all’aeroporto Catullo. Con una variante a Dossobuono, in Comune di Villafranca, una sorta di spanciamento che eviterebbe l’abitato e con una stazione bifronte che farebbe uscire i passeggeri allo scalo. Poi la linea proseguirebbe poi verso Villafranca. L’idea innovativa consiste in un prolungamento verso Peschiera del Garda e con una nuova bretellina su binari verso Lazise. È quanto ha proposto l’assessore regionale alle infrastrutture, trasporti e lavori pubblici, la veronese Elisa De Berti, a Rete ferroviaria italiana (Rfi).«L’obiettivo è quello di collegare l’aeroporto Catullo non soltanto alla città», spiega la De Berti, «ma anche alla zona del lago di Garda, dove ogni anno giungono decine milioni di turisti, e dove ci sono anche i parchi di divertimento Gardaland, in Comune di Castelnuovo del Garda, e Movieland, in quello di Lazise. In questo modo», prosegue la De Berti, «il Catullo trarrebbe molto più giovamento dalle infrastrutture, visto che intercetterebbe un numero molto maggiore di turisti, visitatori e quindi passeggeri dei voli, che in pochi minuti raggiungerebbero in treno la città e la zona del lago di Garda. Tra l’altro, liberando le strade dal molte auto. E Rfi mi ha detto che valuterà molto attentamente questa idea».Ma come potrebbe essere il tracciato? «Rfi valuterà due possibilità», prosegue la De Berti, «o collegare questi punti lunga la linea ferroviaria storica, oppure creare un sedime ferroviario nuovo, nel tratto da Villafranca, Valeggio sul Mincio e fino alla zona di Peschiera, per poi creare comunque una nuova bretellina verso Lazise».La De Berti ribadisce che «siamo per ora a una proposta, anche se Rfi si è impegnata a valutarla attentamente». Le idee, si sa, camminano sulle gambe degli uomin© RIPRODUZIONE RISERVATAi».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 13/02/2020

Note: Enrico Giardini