SALUTE. L’allarme arriva dagli esperti riuniti per il Congresso nazionale di Medicina interna
Ogni anno sono ricoverati cinque milioni di over 65
Un nuovo software indicail rischio di interazioni.
Troppi farmaci inutili agli anziani, in Italia. Uno su 4 non serve
Cinque milioni di anziani ogni anno vengono ricoverati per diverse patologie, e ogni volta che lasciano l’ospedale si ritrovano con due nuove prescrizioni di farmaci che si aggiungono a quelli che già assumono. Con il risultato che si passa da una media di cinque a ben sette medicinali da prendere ogni giorno. Così nel giro di tre mesi, a un over 65 su cinque serve un nuovo ricovero per «eccesso di pillole», da cui esce con altri farmaci: un serpente che si mangia la coda e provoca oltre un milione e mezzo di ricoverati ogni dodici mesi. Non solo, in due milioni sperimentano ogni anno una reazione avversa da farmaci, con conseguente aumento di visite mediche e specialistiche.L’allarme arriva dagli esperti riuniti per il Congresso nazionale della Società italiana di Medicina interna (Simi) che da quella sede lanciano un innovativo progetto per tagliare i farmaci inutili in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, Policlinico di Milano e il Policlinico di Bari. Proprio dai dati di uno studio dell’Istituto Mario Negri viene fuori che grazie all’uso del software Intercheck, la probabilità di essere esposti a farmaci potenzialmente inappropriati passa dal 42 al 12%, mentre il rischio di interazioni scende dal 59 al 33%. Un ausilio, questo, importante per medici e pazienti poiché inserendo nel sistema i medicinali assunti e portati con sé dai pazienti, indica immediatamente se vi sia la possibilità di interazioni e segnala le possibili prescrizioni inutili, oltre ad abbattere i costi che oggi sfiorano i 16 miliardi.Insomma, il 25% dei farmaci prescritti sarebbe evitabile, così come il 55% dei ricoveri, fanno sapere dalla Simi, migliorando l’appropriatezza nelle prescrizioni. Ecco perché nasce il Progetto De-prescribing che ha l’obiettivo di ridurre e sospendere le «pillole inutili» e che coinvolgerà oltre trecento tra medici di medicina generale, internisti e geriatri ospedalieri. «Il ricovero è un momento cardine ma oggi, anziché essere l’occasione per una revisione critica delle terapie è purtroppo una circostanza in cui il carico di farmaci aumenta», osserva Franco Perticone, presidente del Simi. Alessandro Nobili, dell’Istituto Negri, rincara la dose: «Stiamo cercando di individuare i metodi più efficaci per interrompere la cascata prescrittiva di cui sono vittime gli anziani, anche perché al crescere del numero di farmaci diminuisce fino al 70% l’aderenza alle cure con conseguenze molto negative per la salute dei pazienti».

ROMA

Tratto da: L'Arena - sez. null- pag. 6

Data: 30/10/2017