L’altro giorno, alle 17 circa nel giardino dell’Arsenale, quello dietro la palazzina comando, c’erano molti bambini che giocavano finalmente liberi; mamme con la mascherina che chiacchieravano senza formare assembramenti.Sedute ai tavoli che fiancheggiano il vialetto centrale tre signore non più giovani facevano merenda, niente mascherine e niente distanza minima, nel tavolo a fianco otto giovani sui 14/16 anni senza mascherina, seduti gomito a gomito chiacchieravano e scherzavano, altri arrivano, alcune ragazzine si abbracciano e si baciano.Davanti al comando dei vigili quattro agenti stanno parlando tra loro, mi avvicino e segnalo quanto ho visto.La prima osservazione che mi viene fatta è che «dipende anche dall’età» al che rispondo che non sono bambini ma adolescenti; un agente mi ringrazia della segnalazione e mi assicura che «adesso facciamo un giro a vedere cosa succede».Questa è la fotografia della situazione, adesso vi racconto il film del finale: mentre mi allontano due agenti salgono in macchina, superano il cancello ed escono, pochi attimi dopo anche gli altri due salgono in macchina ed escono.La mia unica speranza è che in ufficio ci fosse qualche altro agente che si è preoccupato di dare corso alla mia segnalazione, ma temo non sia successo nulla perché lasciando l’Arsenale una decina di minuti dopo ho visto che nulla era cambiato.Pazienza, continuerò ad indossare le protezioni individuali anche se fastidiose e continuerò a sperare che anche gli altri lo facciano ma soprattutto spero che chi deve controllare controlli.

Tratto da: L'Arena - lettere - pag.24

Data: 20/05/2020

Note: Tommaso Roda - Verona