Battistoni: «Oltre alla sede, costruiremo sei appartamenti per i bambini trapiantati» Il dottor Cesaro (Oncoematologia): «Il viaggio è duro, ma da queste malattie si guarisce»

Villa Fantelli sarà la futura sede dell’associazione Abeo
Mattone dopo mattone, sta prendendo forma la futura sede dell’Abeo, l’Associazione bambino emopatico oncologico, che sorgerà a Villa Fantelli, sul perimetro esterno dell’ospedale di Borgo Trento dal lato di via Mameli. Ieri mattina, il sindaco Federico Sboarina, i due deputati leghisti Vito Comencini e Vania Valbusa, hanno effettuato un sopralluogo alla villa, oltre che all’Unità operativa di Oncoematologia pediatrica, che ha sede nell’Ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento, assieme al presidente dell’Abeo Pietro Battistoni, al direttore generale dell’Azienda ospedaliera Francesco Cobello e al direttore del reparto di Oncoematologia Simone Cesaro.VILLA FANTELLI. «Il taglio del nastro a Villa Fantelli, che diventerà la sede di tutte le attività dell’Abeo, è previsto per giugno», spiega Battistoni. «Al momento sono state concluse tutte le opere murarie, mentre restano da realizzare gli impianti elettrici e idraulici. Quando la sede sarà pronta, procederemo alla costruzione, nel giardino antistante, di sei appartamenti singoli, che serviranno per i bambini che necessitano di isolamento subito dopo il trapianto, e per le loro famiglie». Un progetto dal costo considerevole: si stima circa un milione di euro per la ristrutturazione completa della villa, più altri 3-400mila euro per gli appartamenti, tutto denaro (o beni materiali come pavimenti o serramenti), frutto di donazioni da parte di chi si è preso a cuore le sorti di questi bambini. IL REPARTO. All’interno dell’Unità operativa di Oncoematologia vengono curati i tumori pediatrici. «Ogni anno vengono eseguiti 400 ricoveri, con circa 30 nuovi casi all’anno, a cui si aggiungono 500 pazienti fuori terapia, seguiti con controlli ambulatoriali periodici», spiega il direttore Cesaro. «I tumori più frequenti sono le leucemie (che rappresentano circa il 40 per cento dei tumori pediatrici) e i tumori del sistema nervoso centrale, cioé al cervello (35 per cento)». Se le leucemie colpiscono in prevalenza bambini tra i 4 e gli 8 anni, i tumori «solidi», in generale, interessano tutta la fascia da 0 a 18 anni, con un’incidenza maggiore tra 0 e 1 anno di età e poi dagli 8 anni per tutta l’adolescenza.Questi piccoli pazienti vengono curati attraverso cicli settimanali, o ogni 2-3 settimane, di chemioterapia, che durano in media due anni per le leucemie, e un anno per gli altri tumori. TUMORI E PROSPETTIVE. «Dal punto di vista epidemiologico, l’incidenza di queste patologie è aumentata dell’1 per cento all’anno negli ultimi dieci anni, anche se non sono ancora chiare le cause», osserva Cesaro. «È importante però lanciare un messaggio di speranza alle famiglie dei bambini colpiti da queste malattie così gravi, perché si tratta di patologie curabili, da cui si può uscire. La strada è in salita, il viaggio lungo, ma dai tumori pediatrici si guarisce. In media la percentuale di guarigione si attesta intorno al 70-80 per cento, ed è in crescita».LA VISITA ISTITUZIONALE. Soddisfatto dell’attività svolta dall’Unità di Oncoematologia, il direttore generale Cobello: «Circa il 30 per cento dei pazienti proviene da fuori regione, e in particolare dal centronord, dove esistono molti altri centri di alta qualità», osserva Cobello. «L’Ospedale della donna e del bambino si sta affermando come realtà forte a livello nazionale, che va consolidata nel tempo, ma i cui risultati sono evidenti».Il sindaco Sboarina ha invitato «tutti i cittadini veronesi a darsi da fare per stare vicino a questi bambini in grave difficoltà», lodando il lavoro dell’Abeo, così come hanno fatto i due deputati leghisti Valbusa e Comencini, che si sono impegnati a portare avanti le istanze di queste famiglie a livello politico.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 4/12/2018

Note: Manuela Trevisani - foto Marchiori