Clienti fuori dall'ufficio postale di via Marsala, in Valdonega

IL CASO. Preoccupazione degli utenti dopo l’anticipazione sul piano di dismissione in città. L’azienda assicura che i conti correnti potranno essere trasferiti liberamente
Tra i sei a rischio, solo quello di via Scuderlando ha già le saracinesche abbassate. All’Arsenale cittadini increduli, in Valdonega pronti a fare una petizione.
L’incertezza regna sovrana sul futuro degli sportelli postali di Verona. E pure sul trasferimento dei servizi e dei conti correnti. I cittadini si lamentano, c’è chi punta il dito contro la «scarsa comunicazione» e c’è già qualcuno che parla di possibili manifestazioni di protesta, come una raccolte di firme. Come anticipato sulle pagine di ieri del nostro giornale, nel 2020 spariranno dai quartieri alcuni uffici postali, per la maggior parte di piccole dimensioni.Poste Italiane è però ancora in dialogo con l’amministrazione comunale. Il piano delle chiusure pare sia ancora tutto da definire nel dettaglio, e persino là dove sono spuntati i cartelli con l’avviso che annuncia la chiusura a partire dal 10 febbraio prossimo, ci potrebbero essere dei dietro front.Per ora l’unica cosa certa è che, tra gli sportelli in lizza, quello di via Scuderlando, a Borgo Roma, nonostante il foglio affisso sulla porta a vetri annunci la chiusura per il 10 febbraio, è già vuoto e dismesso da qualche tempo. Per la precisione dal 21 settembre, ossia da quando lo sportello automatico è stato fatto esplodere e non è poi stato più ripristinato. L’invito è di dirigersi in via Umago ossia nell’ufficio postale più vicino che, nonostante sembri far parte di uno dei sei candidati a chiudere i battenti, al momento svolge il servizio in tutta normalità.L’ipotesi dei tagli sembra invece destinata a colpire le Poste di via Arsenale, a Borgo Trento che, stando all’avviso, non saranno più operative dal 10 febbraio. La clientela, indirizzata in via Cattaneo, non fa certo i salti di gioia.«Capisco che si debba chiudere qualche ufficio, ma è una vergogna che non mi sappiano nemmeno dire dove verrà traslato il mio conto corrente», dice il signore Antonio, parecchio scocciato.«La chiusura rappresenterà un grande disagio e non capisco perché debba riguardare uno sportello che funziona, dove c’è sempre gente in attesa», gli fa eco la signora Alessandra Avesani, residente di Borgo Trento, mentre Annamaria Bolla fa notare che in via Cattaneo «c’è il mondo» e le attese sono lunghissime.«Già ci sono disservizi a sufficienza», si lamenta la giovane Eleonora, dopo che ha dovuto rinunciare a inviare il suo pacco per l’impossibilità di acquistare la scatola adeguata a causa di un inventario in corso. «Sto attendendo l’arrivo di un pacco dal 12 dicembre e quello che voglio inviare non può partire. Non mi sanno dire quanto durerà l’inventario, è incredibile».In via Marsala, cuore di Valdonega, c’è chi è pronto a raccogliere firme. «La perdita rappresenterebbe un disastro», dice la signora Loretta che abita nella zona. «Già è stata chiusa la banca poco più di un anno fa, se ora sparisce anche la Posta, per gli anziani come mia madre si verificherà un disagio enorme, a partire dal ritiro della pensione».«Luoghi come gli uffici postali aiutano a tenere vivi i quartieri», evidenzia Nicoletta Vascotto, altra abitante di Valdonega, «come nei negozi, ci vanno davvero tutti, specie in rioni popolati come questo».La chiusura, come anticipato, non è ancora detta. In via Marsala di avvisi non ce ne sono, e nemmeno in via Vasco de Gama, in zona Navigatori. In ogni caso anche gli annunci, a quanto pare, contano poco. Entro la fine del mese si dovrebbe fare chiarezza e intanto da Poste Italiane assicurano che i conti correnti potranno essere trasferiti liberamente nello sportello prescelto dai singoli utenti.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 9/01/2020

Note: C.Bazzanella - foto Marchiori