SANITÀ. Il provvedimento per le unità locali disposto dalla Regione che ha recepito una disposizione della legge di stabilità. Le giustificazioni devono essere ben fondate.
A chi prenota una visita e non ci va, sarà addebitata l’intera prestazione: potrebbero essere decine o anche centinaia di euro.
Della rivoluzione messa in atto dalla Regione «posso capire l’esigenza», ovvero la gestione delle liste d’attesa, «e condividere l’idea di responsabilizzare i cittadini sul liberare la prenotazione di un esame per il quale bisogna aspettare del tempo, e di cui altri potrebbero usufruire. Ma di fatto è l’ennesima decisione calata dall’alto che assomiglia a una riscossione per far cassa». Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum, torna sulla necessità di creare un protocollo di conciliazione tra la Sanità veneta e le associazioni dei consumatori, come esistono in altri settori tra cui quelli assicurativo e bancario, che al momento manca. «E poiché gli utenti non sono rappresentati, non viene loro garantita equità». Adiconsum, dice Cecchinato, ha già affrontato in passato numerosi casi relativi alla ormai vecchia normativa che prevedeva – anche per chi esente – il rimborso per intero del ticket per la prestazione prenotata e disertata. «Sono una decina le persone che ogni anno si rivolgono a noi perché la motivazione per cui non si sono presentati alla visita non viene accettata, e dunque sono costretti a pagare. La scusa del legislatore è sempre la stessa: la normativa è questa». Si tratta soprattutto «di anziani che non possono utilizzare internet e per disdire contattano il Cup, ma non hanno riscontro. Ora, far pagare loro la prestazione sanitaria per intero mi sembra eccessivo, anche perché talune, come si sa, sono molto onerose». Insomma, bisogna distinguere le mancate disdette ma la giustificazione da presentare entro dieci giorni lavorativi «è sempre un canale unilaterale, perché chi la valuta è anche chi eroga la sanzione. Per questo sarebbe opportuno che la Regione venisse a patti con le associazioni dei consumatori e creasse un tavolo a cui siede anche un loro rappresentante». Ancora, «se la motivazione viene rifiutata cosa si deve fare? E le 48 ore entro cui bisogna disdire, decorrono dall’ora della prenotazione stessa? O dalla mezzanotte dei due giorni lavorativi precedenti alla visita? Piccole criticità ma possono fare la differenza. Le avremmo fatte notare, se ci fosse stato chiesto un confronto». L.PER.

 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 27/04/2017

Note: CRONACA - pag. 11