Divieto di accesso al centro storico: l'ultimo Mobility Day sotto la pioggia

CITTÀ DA VIVERE. La pioggia smorza il traffico e dopo tre anni l’iniziativa per incentivare gli spostamenti sostenibili cambia: dai divieti si passa al premio con una «app»
Segala: «Ora un sistema premiale per i cittadini, gli esercizi commerciali virtuosi e in futuro per le aziende. Forse abbiamo “rotto le scatole”, ma i veronesi hanno capito».
Piove, con irritante costanza novembrina. Viale Colombo è allagato come al solito. Le transenne di divieto verso San Zeno sono (quasi) ignorate, idem altrove. L’ultimo Mobility Day, dopo tre anni, finisce sottotono per motivi meteorologici. All’Arsenale un’ottantina di persone si presentano per ricevere una pianta, nell’ambito dell’iniziativa «Ridiamo un sorriso alla Pianura Padana», 30 espositori presidiano il Mercatino dell’usato e una ventina di stoici bambini (con genitori) partecipano ai laboratori. Meglio nei musei: 1920 visitatori a Castelvecchio; 2.148 alla Casa di Giulietta e 3.712 in Arena, come da tradizione. Poche auto in giro, soliti turisti in centro. La giornata, più che di «mobilità sostenibile», sa di «immobilità sul divano». «Passiamo a una seconda fase, in cui si premierà piuttosto che vietare», osserva Ilaria Segala, assessore all’Ambiente. «Un bilancio? Beh, forse a qualcuno abbiamo rotto le scatole ma sicuramente qualcosa è cambiato nella mentalità dei veronesi. Tenendo presente come in questa città la novità sia sempre guardata con un certo sospetto».Tre anni di «Mobility», di domeniche con il centro storico all’interno dell’ansa dell’Adige vietato alle auto private. Musei aperti, iniziative culturali, manifestazioni per famiglie, gite in bicicletta, visite guidate e migliaia di veronesi a piedi nel centro o in bicicletta su strade insolitamente libere. E la Polizia municipale a presidiare i varchi, discutendo con quelli che «ma io devo andare a pranzo da mia suocera…». Malumori, polemiche e consensi. «Ora si cambia passo. Avevamo annunciato la “app” MuoVERsi, sperimentata con successo. La sua nuova versione, di prossima introduzione, non si limiterà a premiare chi usi i mezzi sostenibili ma anche gli esercizi commerciali che faranno scelte ambientalmente compatibili». Dalla riduzione di plastica e scarti all’uso generalizzato dell’«acqua del sindaco». Il tutto certificato da un «QR code» e dalla relativa «app». I tempi cambiano e il «Mobility 2.0», quello che durerà tutto l’anno, assume i contorni di una sfida meritocratica. Il prossimo passo, annuncia l’assessore, riguarderà le aziende: «Quelle che sono in grado, per dimensioni, di organizzare la mobilità sostenibile, il “car pooling” per esempio».«Se all’estero spiegassimo la nostra riluttanza a muoverci senz’auto in pochi chilometri quadrati non saremmo compresi», osserva Segala. «Si tratta di spezzare abitudini consolidate e sbagliate. C’era paura quando alcune strade sono state pedonalizzate… il risultato? Centro affollato, tutto l’anno». Benedetto «Mobility» dunque? «È stato un modo per rompere consuetudini, proporre un cambiamento. La passata amministrazione mal digeriva anche le “giornate” ecologiche”. Abbiamo rilanciato e i veronesi mi pare stiano seguendo». E allora pazienza per le «rotture di scatole».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 7

Data: 4/11/2019

Note: Paolo Mozzo - fotoservizio Marchiori