NONNI SULLE STRADE. I numeri del ministero dei Trasporti fotografano una tendenza in crescita, anche grazie alle facilitazioni introdotte per il rinnovo della patente
È la provincia veneta con il maggior numero di patentati: quasi 27mila Il rischio di incidenti è più elevato: l’assicurazione costa il doppio.
Un esercito di nonni alla guida. Sono 26.960 gli over 80 veronesi che non hanno alcuna intenzione di rinunciare alla patente, il 43 per cento di tutti i «nonni» residenti nella provincia. Un popolo di nati prima del 1939, che rappresenta il 4,24 per cento di tutti i patentati veronesi, in totale 634.571 stando ai dati del ministero dei Trasporti aggiornati all’8 gennaio.Un dato che sorprende fino a un certo punto, in un Paese sempre più popolato da anziani e da pensionati. In tutta Italia sono un milione e mezzo di ultraottantenni in possesso oggi della patente, un milione con età compresa tra 80 e 84 anni, 393 mila tra gli 85 e gli 89 anni e addirittura 85 mila con più di 90 anni, secondo i dati forniti dal Ced del ministero dei Trasporti.Ma non è finita: da Nord a Sud sono censiti persino un centinaio di guidatori che hanno superato la ragguardevole soglia del secolo. Ed è un dato significativo se si pensa che una buona fetta di questi conducenti hanno preso la patente quando già non erano più dei ragazzini.Ampliando lo sguardo e guardando l’intera regione, la provincia di Verona è quella che conta il maggior numero di nonni alla guida. Segue a ruota Padova con 25.512 over 80 con patente, il 3,9 per cento di tutti i patentati, e poi Treviso che supera la soglia dei 24mila, sempre il 3,9 per cento del totale e più o meno lo stesso numero nella provincia di Vicenza, il 4 per cento di tutti i patentati.Va detto che il decreto «Semplifica Italia» del 2012 ha facilitato l’iter di proroga della patente per questi conducenti, eliminando l’obbligo della visita medica da parte di una severa commissione medica. In questo modo l’unica differenza tra un ventenne, un cinquantenne e un novantenne è la frequenza del rinnovo che, per chi ha superato gli ottant’anni, va fatto ogni due anni. E, molto semplicemente, basta recarsi dal proprio medico di famiglia per avere il nulla osta: significa che è sufficiente un semplice accertamento psicofisico di base per garantirsi la patente per un biennio.Tuttavia, se il medico rileva problemi di salute particolari e non ritiene che le condizioni dell’anziano siano brillanti lo invia alla Commissione medica locale, alla quale può esporre la sua situazione portando le eventuali certificazioni richieste, cardiologiche, neurologiche, endocrinologiche ad esempio se ha il diabete o di psicodiagnostica, per la reattività.L’alternativa è rivolgersi direttamente alla Commissione dell’Ulss 9, che ha appunto il compito di valutare l’idoneità psico-fisica dei conducenti affetti da specifiche patologie, da disabilità motorie, da deficit visivi o uditivi, oltre ai patentati con età superiore a 60 anni. Va tuttavia considerato che i medici di questa sezione fanno ogni anno parecchie visite, nel 2018 sono state 11.178 (un migliaio quelle agli over 80), con tempi di attesa quindi piuttosto lunghi.Sta di fatto che sul totale dei conducenti anziani che sono stati valutati da questa Commissione, solo il 5,6 per cento lo scorso anno è stato giudicato non idoneo.Le principali cause? Diabete, deficit della vista e malattie neurologiche come la demenza senile. L’esame medico però non è sufficiente per le assicurazioni Rc Auto: nel calcolo della tariffa le compagnie devono considerare principalmente il tasso presunto di incidentalità dell’assicurato. Chi ha un’età così avanzata è più esposto al rischio di fare incidenti, anche per motivi fisici come la riduzione della vista e dell’udito e una minore prontezza di riflessi. Con la conseguenza che un patentato over 80, secondo un calcolo effettuato da Facile.it sulla base delle tariffe presenti sulla piattaforma, può pagare un premio più che doppio rispetto a un quarantenne.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 22

Data: 11/02/2019

Note: FRANCESCA LORANDI