SAN ZENO IN MONTE. Sabato giornata di protesta davanti a Villa Francescatti
Pasetto: «A settembre un’altra azione, c’è sempre speranza»

«Nulla è perduto fino al 31 dicembre». Ci crede, l’ex consigliere comunale Giorgio Pasetto (ora alla guida di Area Liberal), alla possibilità di salvare lo storico ostello della gioventù di Villa Francescatti, a San Zeno in Monte. E annuncia nuove iniziative per settembre: «Di sicuro un altro sit-in al quale cui, se servirà, ci incateneremo al cancello». La prima manifestazione di protesta contro la chiusura dell’ostello è andata in scena sabato scorso, con una trentina di sostenitori della causa e in prima fila l’ex sindaco Michela Sironi. Tuttavia, complici le ferie, le adesioni sono state più scarse del previsto e già si pensa di replicare in coda alle vacanze estive. Perché «niente è definitivo, finché il tempo lo consente».Villa Francescatti, lascito della nobildonna Gianna Paganini Francescatti alle suore dell’istituto Sorelle della Sacra Famiglia che poi la cedettero alla Curia, è da oltre trent’anni la sede dell’ostello della gioventù, fondato e diretto da Fiorenzo Scarsini. Ma a fine anno scadrà il comodato d’uso all’ente che lo gestisce, il Centro di cooperazione giovanile internazionale. E quel gioiello cinquecentesco ai piedi del colle San Pietro tornerà nelle mani della Curia, che più volte ha espresso l’intenzione di vendere.«Ma la finalità principale dell’ostello è anche assistenziale, ovvero dare risposte a chi si muove con limitate disponibilità economiche», come i viaggiatori zaino in spalla, le scolaresche, i gruppi parrocchiali e le famiglie numerose. «Questa caratteristica fondamentale, determinata dalle tariffe che applica (18 euro contro una media nazionale di 22, ndr), lo differenzia da altri ostelli in Italia per i quali invece l’orientamento è prevalentemente turistico ad impronta economica», l’ex consigliere spiega Pasetto. «Il luogo, inoltre, ha un suo scopo anche educativo, che si attua attraverso la proposta di convivenza in spazi comuni di giovani con cultura, orientamento politico e religioni diverse. Disperdere una ricchezza di questo tipo per soddisfare seppur importanti esigenze di bilancio della Curia veronese rappresenta, a mio avviso, un errore politico. Insisto nel chiedere, con il dovuto rispetto per il vescovo Zenti, un ripensamento e una revisione di quanto già in parte deciso, ma gli ricordo anche che, finché il tempo lo consentirà, per noi nulla è definitivo». In tre decenni, Villa Francescatti ha ospitato quasi 570mila turisti e pellegrini provenienti da tutto il mondo, rispondendo alla volontà dell’«utilizzo a scopi sociali» del lascito testamentario. Dal 2011 è in parte destinata anche all’accoglienza dei profughi, attualmente una ventina, ospitati nella foresteria.

 

Laura Perina

Tratto da: arena-cronaca - pag.1o

Data: 7/08/2017

Note: Laura Perina