L'équipe sanitaria dell'Ambulatorio per il dolore pelvico nell'Ospedale della Donna e del Bambino

MEDICINA. Il nuovo Centro ha sede nelle strutture dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento
La sindrome è causa di dolori persistenti. Il dottor Bergamini: «È l’effetto di altre patologie, importante trovare le cause».
Una sindrome diffusa, che causa dolori persistenti e che può anche diventare invalidante per chi ne soffre. È il dolore pelvico cronico, indicato in Medicina come Cpp (Chronic Pelvic Pain) definito dall’European Association of Urology come un dolore non derivante da neoplasie maligne riferito a organi e strutture della pelvi, sia maschile che femminile, continuo o ricorrente della durata di almeno sei mesi. È una sindrome di difficile trattamento in relazione alla difficoltà di diagnosticarne l’origine e il tempo medi una di una diagnosi di una sindrome dolorosa pelvica cronica è di circa quattro anni; mediamente vengono consultati otto specialisti e spesso vengono prescritti farmaci di vario genere che vanno dal comune paracetamolo fino alla morfina. Per identificare questa sindrome e trovare terapie adeguate a Verona esiste un centro specializzato all’Ospedale della Donna e del bambino, l’Ambulatorio per il dolore pelvico cronico il cui responsabile è il dottor Valentino Bergamini, direttore dell’Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia B. Spiega il dottor Bergamini: «Uno dei maggiori problemi è definirsi, nel senso che questa sindrome non è una malattia in sé ma l’effetto di altre patologie. Il problema è la sua cronicità, intendendo con questo termine un dolore che dura senza sosta da almeno sei mesi, senza spiegazioni apparenti, che non ha origine infettiva o neoplastica. Molto spesso anche i medici sono spiazzati da questa sindrome e non sanno a quale specialista indirizzare i pazienti. Per questo l’Azienda ospedaliera universitaria integrata ha voluto aprire questo ambulatorio dedicato alle persone che presentano questa sindrome che va affrontata da un team medico composto da vari specialisti, dal ginecologo all’urologo al gastroenterologo, poiché i sintomi riscontrabili in questa sindrome sono complessi e molto variabili». La maggior parte delle persone affette da dolore pelvico cronico è composta da donne, ma anche gli uomini ne possono soffrire. Una delle principali cause della sindrome è l’endometriosi, a cui si aggiungono la dismenorrea, infiammazioni dell’area pelvica e del pavimento pelvico, cistiti e sindromi uretrali, colon irritabile e così via. All’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona sono erogati ogni anno circa 8.000 consulti ginecologici, di cui 600 sono riconducibili a pazienti affette da dolore pelvico cronico. In media dieci pazienti a settimana.L’ambulatorio specialistico è già attivo, aperto una volta la settimana. Per prenotare una visita è necessario chiamare il Cup, il Centro di prenotazione unico, e chiedere specificamente dell’ambulatorio per il dolore pelvico cronico, cosa che deve indicare anche il medico curante. Il team multidisciplinare è composto da medici specialisti appartenenti ai principali reparti a cui il dolore pelvico può essere fatto risalire, comprendendo ginecologo, gastroenterologo, fisiatra, urologo, anestesista, psicologo, coloproctologo, radiologo e neurologo. «La diagnosi precoce è fondamentale», continua il dottor Bergamini, «per evitare che la vita del paziente peggiori sempre di più. Purtroppo non solo la sindrome è poco conosciuta ma non è così nota nemmeno l’attività del nostro ambulatorio. A darci man forte è anche il volontariato, con l’associazione Ridope onlus, di cui è presidente Perla Stancari, che svolge un’attività di supporto a questo centro facendolo conoscere al più vasto pubblico». L’associazione, che ha sede a Verona, ha un sito Internet e può essere facilmente contattata con un messaggio di posta elettronica. Inoltre nel sito si trovano anche tutte le indicazioni sulla sindrome e le modalità per accedere all’ambulatorio specialistico all’Ospedale della Donna e del bambino.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 10/02/2020

Note: Elena Cardinali