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CINEMA E SOCIALE. Il film, che vede impegnata l´Ulss20, presentato alla Mostra di Venezia.

Le riprese inizieranno a Verona il 24 settembre. Tra gli attori Giancarlo Giannini. La pellicola in onda su Rai Uno in primavera.

Martina è una diciassettenne veronese, cresciuta in una famiglia unita e agiata, ma non tutto è come sembra. La scoperta del tradimento del padre con una collega porterà la giovane in un vortice autodistruttivo, fatto di droghe ed eccessi, arrivando quasi a perdere la vita.
È la trama di «Un angelo all´inferno», film presentato ieri alla Mostra del cinema di Venezia, che ha la particolarità di non essere solo un racconto cinematografico, ma di portare in sé un forte messaggio sociale. Si tratta del quarto prodotto di una serie che vede impegnate in prima fila la Regione Veneto, le Aziende ospedaliere e le Ulss, con l´Ulss20 di Verona come capofila.
«Un angelo all´inferno», prodotto da Michele Calì e Federica Andreoli, con Giancarlo Giannini come protagonista, per la regia di Bruno Gaburro, è stato finanziato con il contributo del Fondo regionale per il cinema e l´audiovisivo e si avvarrà, per la r! ealizzazione, della concreta esperienza delle realtà sanitarie locali. Le riprese inizieranno il 24 settembre e saranno interamente girate a Verona. La messa in onda è prevista per la prossima primavera, in prima serata, su Rai1, portando le più note location scaligere nelle case degli italiani. In particolare alcune scene saranno girate all´interno dell´Arena, dove uno dei protagonisti realizzerà il sogno di cantare nell´Aida.
Ma il viaggio della pellicola non si fermerà qui, come assicura l´assessore regionale ai servizi sociali, Remo Sernagiotto: «Il problema delle droghe in questi anni è molto cambiato. Fino a pochi decenni fa chi soffriva di dipendenza era visibile, separato dal contesto sociale, mentre oggi le droghe sono più subdole. Molti ragazzi durante la settimana sono perfettamente integrati, poi nel week end cercano lo sballo, con pasticche e alcol. Ci vuole molta più attenzione».
Per questo l´idea dell´a! ssessore è che il film, dopo il passaggio sulla rete ammiragl! ia, venga visto nelle scuole, per sensibilizzare i giovani e le loro famiglie.
Fondamentale nella prevenzione contro le droghe è il ruolo della famiglia. «Spesso si tende a nascondere il disagio, perché fonte di vergogna», spiega l´assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, «invece è importante che se ne parli, per far conoscere i rischi e le possibili cure. Il cinema è il veicolo migliore per vincere questa battaglia». Idea condivisa da Angelo Tabaro, segretario regionale per la cultura, chhe ricorda, inoltre, come sia giusto sostenere la creatività.
Il film sarà drammatico, ma non mancheranno momenti più leggeri, per renderlo fruibile al grande pubblico. «Partecipo volentieri», assicura Giancarlo Giannini, «perché è una tematica importante, soprattutto per quanto riguarda il rapporto complesso tra genitori e figli».
Unicità della pellicola sarà anche la sua ecosostenibilità, grazie alla collaborazione con Cremonesi Consulenze.! «Un angelo all´inferno» sarà il primo film italiano prodotto secondo il protocollo «Eden», che prevede attenzione alle energie rinnovabili e limitazione degli sprechi in fase di realizzazione.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 8/09/2012

Note: CRONACA – Pagina 17