LA NUOVA MATERNITÀ. Sarà il fiore all’occhiello di Borgo Trento, il polo materno-infantile più grande d’Italia.

Due edifici, 260 posti letto, un pronto soccorso: trasloco quest’anno, operativo nel 2018.
E’ la madre di tutti i cantieri. Così è stata battezzata la costruzione dell’«Ospedale della Donna e del Bambino» a Borgo Trento, pronta per marzo e «orgoglio» dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona.Realizzata a fianco del Polo chirurgico Confortini, l’opera risponde alle nuove esigenze della medicina moderna. Se negli anni ’50 il modello organizzativo era quello della divisione a cui corrispondeva il padiglione, oggi funziona meglio «un ospedale fatto di più ospedali perché si è rovesciato il rapporto tra spazi per i servizi e quelli per le degenze», spiega il direttore generale Cobello. E cioè: «Se in passato servivano più posti letto e meno aree dedicate alle attività diurne oggi la proporzione si è rovesciata: sempre più casi trattati nelle 24 ore e quindi con assistenza di giorno e meno ricoveri». A questo principio è ispirato il nuovo complesso cittadino dedicato alla prima infanzia e alle patologie femminili. «E’ appunto un ospedale nell’ospedale, sarà il polo materno-infantile più grande d’Italia», conferma il dg, «con 260 posti letto. La struttura è distribuita su due edifici: un blocco per le degenze di 8 piani (ricostruzione nella foto a fianco, ndr) e una palazzina per gli ambulatori e le attività diurne su 3, collegati tra loro da una piastra a due livelli che ospiterà le attività di Pronto soccorso pediatrico e ostetrico-ginecologico e di assistenza intensiva».Le due costruzioni, con una superficie di 27mila metri quadrati, accoglieranno tutti i reparti del materno-infantile attualmente distribuiti tra Borgo Trento e Borgo Roma: ospiteranno quindi attività di ricovero e di cure intensive, day hospital, sale parto e operatorie, ambulatori, spazi di ricerca e didattica per tutte le specialità mediche e chirurgiche di area pediatrica e dell’intera sfera femminile.«L’organizzazione sarà per intensità di cure», precisa Cobello, «e cioè in grado di rispondere in modo personalizzato alle esigenze del paziente: cura efficace e tempestiva; presa in carico con riferimento certo; informazioni chiare sul percorso di cura; accoglienza, comfort e tutela della dignità del malato. Accanto agli spazi per l’erogazione delle prestazioni sanitarie, infatti», sottolinea il numero uno dell’azienda, «la progettazione ha curato particolarmente gli ambienti, il servizio di accoglienza, spazi luminosi, colorati e attrezzati per i bambini e per gli accompagnatori». Il trasferimento nella nuova struttura delle attuali attività assistenziali del Dai (Dipartimento ad attività integrata) materno-infantile oggi distribuite tra Borgo Trento e Borgo Roma (pediatria-ginecologia-ostetricia), inizierà gradualmente dopo che, in marzo, sarà consegnato il cantiere. «Conclusa la prima fase dei lavori», sottolinea il dottor Cobello, «seguirà il trasloco e mi auguro di poter arrivare al taglio del nastro per la fine del 2018. Da lì, poi, partirà anche un graduale sviluppo di ulteriori funzioni e prestazioni assistenziali che questa nuova struttura consentirà di ospitare. L’offerta, quindi, già eccellente, crescerà e sarà arricchita da nuove competenze e da nuovi servizi». Come dire, la sanità veronese è già ad un livello alto, l’Ospedale della Donna e del Bambino permetterà di alzarlo ulteriormente diventando di fatto un centro di riferimento nazionale. «A Verona possiamo contare su tre aspetti che insieme fanno la differenza e qualificano in modo unico la qualità delle cure: la professionalità dei medici, la tecnologia messa a loro disposizione e le strutture architettoniche all’avanguardia. Il mix è vincente e troverà, terminata la rivoluzione architettonica ormai agli sgoccioli, la sua miglior espressione nella sanità pubblica scaligera». C.F.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 26/01/2017

Note: CRONACA - pagina 17