image

Meglio evitare di andare al Pronto soccorso traumatologico di Borgo Trento se non si ha la sicurezza di avere un arto fratturato. Oppure non si hanno problemi a pagare i ticket previsti in caso di codice bianco, ossia di mancata urgenza: 25 euro di quota fissa, cui vanno aggiunti i contributi richiesti per ogni prestazione. Più la quota fissa. 

Sono quasi un centinaio ogni mese i veronesi che si ritrovano nella cassetta delle lettere la missiva spedita dall’Azienda ospedaliera che ha come oggetto «Prestazione di Pronto Soccorso codificate con codice bianco». In allegato, il bollettino postale precompilato. Che può superare i 70 euro, come è capitato alla signora F.F. di Porto San Pancrazio, che a mezzanotte passata di una domenica si è fatta accompagnare dal figlio al Pronto soccorso del Polo Confortini, mostrando al medico la caviglia sinistra, gonfia e dolente a causa di un trauma distorsivo. Visita, radiografie di controllo, bendaggio e arrivederci. Dopo dieci mesi, la lettera dell’Azienda ospedaliera e il conto da saldare: 70,60 euro. La signora è andata su tutte le furie. «Non per i soldi, che ho già versato», chiarisce, «ma per il tono della lettera. Mio figlio ha inviato un’email all’indirizzo indicato chiedendo spiegazioni, ma nessuno si è degnato di rispondere». Ecco la frase incriminata: «sono considerate codici bianchi, e quindi soggette al pagamento di una quota fissa pari a 25 euro, le prestazioni non seguite da ricovero, ad eccezione di quelle afferenti al pronto soccorso a seguito di traumatismi e avvelenamenti acuti. La prestazione medica è comunque garantita al paziente non critico e non urgente, anche se si tratta di situazioni che dovrebbero essere affrontate rivolgendosi in prima istanza al medico di famiglia o a strutture ambulatoriali non destinate ai casi urgenti». Quali strutture sono a disposizione del cittadino di notte e nei giorni festivi? Giriamo la domanda a Luciano Sterzi, dell’ufficio pratiche amministrative clienti dell’Azienda ospedaliera. «C’è la guardia medica», risponde. Che quasi sicuramente rinvia una caviglia gonfia e dolente al pronto soccorso… «Già. Forse la frase non è ben scritta, ma la legge è questa. La prestazione in codice bianco al pronto soccorso va pagata». E l’Azienda ospedaliera li rincorre. Qualche anno fa spedì oltre 20.000 ingiunzioni di pagamento ai presunti furbetti. «Abbiamo recuperato all’incirca il 50 per cento delle somme dovute», spiega il dirigente. Peccato però che la crisi metta le ali alla fantasia dei furbetti veri. «Al personale del triage danno false generalità», conferma Sterzi, «oppure sono stranieri temporaneamente presenti. Si fanno visitare e medicare e poi se ne vanno. Ma daremo la caccia anche a loro». P.COL

Ultimi articoli di redazione (Leggi tutti)

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 18/04/2013

Note: NULL