RICORDI. Colleghi e sindaci. L’attuale: «Testimone come Gioco e Puliero»
Cardinali: «Con lui le prime donne assunte a L’Arena» Gabriele Sboarina: «Uomo di raffinata ironia»
E.G.

Dentro la notizia. Con parole dotte, ma anche semplici. E aveva il «physique du rôle» del giornalista, Giuseppe Brugnoli, il giornalista, già direttore de L’Arena, scomparso a 89 anni. «Mi prese a collaborare a L’Arena nel 1982, dov’era da poco direttore, e mi assunse nel 1988. Ero la seconda donna al giornale. Brugnoli diede spazio alle donne», ricorda Elena Cardinali, giornalista de L’Arena. «Quando andò in pensione Gianni Cantù chiesi a Brugnoli di seguire la cronaca nera e lui, nonostante qualcuno avesse perplessità, me la affidò e me ne occupai per 12 anni, insieme ai temi sociali». Elena non può dimenticare il 14 agosto 1988. «Ero assunta da due mesi e pur non essendo in un giorno di lavoro andai a Maranello con i colleghi Giuliano Marchesini della Stampa e Marco Franzelli della Rai, perché era morto Enzo Ferrari. A Fiorano intervistai i meccanici che avevano lavorato con lui. Chiamai Brugnoli che, anzitutto da cronista di razza quale era, mi disse: “Ampio servizio”. E io inviai tutto».Bruno Panziera, che lavorò con Brugnoli a Vicenza e poi da capocronista a L’Arena, ricorda «il suo impegno per gli Amici di Don Bassi e il Premio della Bontà, ma anche per le iniziative del giornale pro terremotati in Armenia e tante altre. Diceva, Brugnoli, che “il nostro potere di giornalisti è riuscire ad attirare l’attenzione su un problema, a coagulare su questo l’interesse generale” e ci diceva e ci spronava a essere impegnati verso quello che secondo noi era bene».Brugnoli diresse L’Arena negli anni ’80, quando era sindaco Gabriele Sboarina, della Dc. «Conoscevo Bepino Brugnoli da sempre», ricorda. «Durante la guerra la mia famiglia era sfollata a Fumane, dove c’erano anche i Brugnoli, e io ero in classe con sua sorella Teresa. La sua scomparsa mi rattrista molto, dopo tanti anni di amicizia», aggiunge. «Era un direttore nel senso proprio: gestiva L’Arena con una sua linea, a volte con durezza, anche se ciò non appariva. Era affabile, colto, di raffinata ironia. E poi era “dei nostri”, un veronese molto attento alle tradizioni della nostra città».Un altro Sboarina, Federico, attuale sindaco, dice che «con la scomparsa dello storico direttore de L’Arena Giuseppe Brugnoli Verona perde una grande figura. Una persona e un professionista di spessore che sul giornale ha documentato la cronaca e l’evoluzione della nostra società. La sua è stata una vita dedicata all’informazione, dentro la notizia da profondo conoscitore delle dinamiche e dell’animo veronese. Testimone della veronesità, come altri due simboli da poco scomparsi: Giorgio Gioco e Roberto Puliero».

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 15/12/2019

Note: cronaca pag 12 E:G.