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CASTEL SAN FELICE. Sopralluogo dell’assessore ai Giardini Luigi Pisa dopo la riqualificazione.

Intervento di 60mila euro su una superficie di 50mila metri quadri Recuperata la passeggiata lungo le mura, pulita la struttura del forte

Un nuovo tratto della cinta magistrale restituito alla città. Dopo due mesi e mezzo di lavoro è stato completato e presentato ieri dall’assessore ai Giardini Luigi Pisa, durante un sopralluogo, il vallo che corre lungo le mura magistrali da Castel San Pietro a Castel San Felice, sulla Torricelle, ultimo intervento di riqualificazione nella parte nord delle mura, che completa il lungo lavoro di sistemazione delle aree verdi realizzato dall’Amministrazione. L’intervento, che ha avuto un costo di 60 mila euro e ha riguardato una superficie di 50 mila metri quadri, ha infatti dato seguito ad operazioni di pulizia svolte negli anni precedenti sulla parte nord della cinta muraria e ha reso fruibile gli spazi verdi grazie alla pulizia igienico-sanitaria dell’area, con la rimozione dei tanti rifiuti abbandonati che rendevano impraticabile il percorso, e il taglio delle erbe e delle piante infestanti che erano nate spontaneamente sulle mura. 
«Questo intervento», ha spiegato l’assessore Pisa, «era necessario non solo per riportare alla luce l’ultima parte di cinta muraria, ma soprattutto per garantire la sicurezza della strada e il decoro urbano. Da oggi la cittadinanza potrà fruire di questi spazi e passeggiare nel vallo di Castel San Felice». 
Il patrimonio storico e ambientale rappresentato dal sistema delle fortificazioni che circondano la nostra città si arricchisce così di un nuovo tassello. Le mura possenti di Forte San Felice, ripulite dalle edere infestanti cresciute negli anni, che arrivavano ormai a nascondere completamente la struttura muraria, spiccano ora in tutta la loro suggestiva bellezza. Veronesi appassionati di camminate e turisti potranno così percorrere in sicurezza il tratto che da Castel San Pietro arriva al vallo di Castel San Felice, camminando nell’erba a fianco della strada, e poi spingersi nel vallo ripulito dalle piante infestanti.
Una curiosità? Se al centro dell’area verde liberata dai rovi vedrete un alberello solitario, graziato dalle falci dei giardinieri, sappiate che si tratta di un esemplare di tasso. Il tasso ha la particolarità di essere una pianta zoofila, che si riproduce cioè attraverso gli animali. Sono infatti gli uccelli a favorirne la diffusione: mangiano gli arilli, le escrescenze carnose che coprono il seme, e ne digeriscono la polpa, mentre i semi veri e propri riescono ad attraversare intatti il processo digestivo e, espulsi, si insediano nel terreno dando origine ad un nuovo esemplare. Consapevoli della «storia» che ogni tasso porta in sè, i giardinieri comunali hanno lasciato crescere questo alberello.
Ancora da valutare è invece la possibilità di realizzare anche un’uscita dal vallo, attraverso magari l’area militare adiacente, che consenta di collegare questo spazio con il resto del percorso. Intanto però, arrivando dalla rondella della Grotta si può ammirare il fronte di gola di Castel San Felice, con un colpo d’occhio degno di nota. Il castello fu iniziato dai Visconti nel 1390 e completato dai veneziani all’inizio del Quattrocento. Aveva forma di trapezio irregolare; durante l’occupazione di Verona da parte dell’imperatore Massimiliano I fu rafforzato con una rondella. Tornata la città in possesso di Venezia, il rafforzamento del castello fu al centro del programma del generale Francesco Maria Della Rovere, che nel 1526 fece costruire il puntone sul vertice occidentale; per decisione del figlio Guidobaldo II Della Rovere fu quindi costruito tra il 1543 e il ’46 il «ponton novo» che guarda la Valpantena. I due puntoni si intersecano a 100 grandi e formano una tenaglia.
Nel 181 i francesi bombardarono il castello. Fu Franz Von Scholl che, nel 1832, ne progettò la ricostruzione che giunse a termine tra il 1842 e il 1845. Percorrendo la strada militare interna si può vedere il fronte di gola, rivestito con il caratteristico paramento in tufo ad opus poligonale; il portale d’ingresso è difeso da un tamburo con feritoie per i fucilieri; in alto si scorge la polveriera, in stato di degrado. 

 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca pag.15

Data: 31/03/2015

Note: Alessandra Galetto. foto Marchiori