FLASH MOB. A mezzogiorno di ieri gli italiani alle finestre hanno ringraziato
dottori e infermieri
Dopo il corale e auto-incoraggiante inno nazionale di venerdì alle 18.00, anche ieri a mezzogiorno l’Italia si è unita in un flash-mob per l’emergenza coronavirus, stavolta per esprimere il plauso e il ringraziamento a medici e infermieri che combattono fino allo stremo contro l’epidemia. E il premier Conte battezza l’iniziativa: «È un ideale abbraccio collettivo che rincuora tutti, in particolare le persone che si avvertono più fragili e vulnerabili e vivono con particolare angoscia questi giorni di emergenza». «Tutti alle finestre per un lungo applauso di ringraziamento a coloro che stanno lavorando per noi negli ospedali e di incoraggiamento», hanno fatto girare i promotori sui social. «Un gesto semplice per unire le nostre mani», hanno detto agli italiani rimasti in questi giorni, giocoforza, chiusi in casa. E allo scoccare del mezzogiorno, da Roma a Torino, Firenze, alle tante città grandi e piccole dal Nord al Sud della Penisola, numerosissimi i cittadini, attirati dal tam-tam virtuale, che si sono affacciati a finestre e balconi per un lungo applauso a tutti gli operatori impegnati in prima linea in questi giorni così difficili. A Napoli c’è chi urlava «È per tutti i medici e gli infermieri italiani», chi gridava «Viva l’Italia», chi ancora «Vinceremo». A Bari c’è chi ha intonato ancora l’Inno di Mameli, chi ha sventolato il Tricolore. «Essere presenti, per come è possibile in questi tempi, in mezzo alla gente»: così l’arcivescovo di Torino, mons.Nosiglia, spiega l’invito alle chiese della diocesi di suonare le campane alle 12.00 in punto di oggi, in concomitanza con l’Angelus del Papa. E a Roma, la Comunità di Sant’Egidio fa sapere che ogni sera alle 20.00, a partire da Santa Maria in Trastevere, tutte le chiese del rione faranno suonare le loro campane per 10 minuti, «in espressione di vicinanza, solidarietà e preghiera nei confronti di tutti coloro che in questi giorni soffrono per le conseguenze del coronavirus, per le loro famiglie e per tutte le persone più fragili e a rischio». Intanto sono oltre 7000 le persone denunciate in un giorno per aver violato le misure restrittive introdotte con i provvedimenti governativi. Secondo i dati del Quirinale, sono state controllate complessivamente 157.271 persone, 6.942 delle quali denunciate per violazione delle misure.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 6

Data: 15/03/2020