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TOPONOMASTICA. Nel quartiere Pindemonte, vicino all’ospedale di Borgo Trento, le vie ricordano la Grande Guerra.
Sono 17 le strade che indicano i luoghi storici dove si svolsero le azioni belliche e le battaglie
E dal piazzale davanti all’ospedale di Borgo Trento dedicato ad Aristide Stefani che ci riporta nella prima Guerra mondiale, si dipartono le vie che portano a due quartieri dalle grandi testimonianze belliche.
Verso sud si entra in Borgo Trento attraverso via XXIV Maggio e piazza Vittorio Veneto, come abbiamo già raccontato nelle puntate precedenti dei nostri itinerari. Verso nord invece si entra nel quartiere Pindemonte, tra l’ospedale e le colline, dove troviamo le vie dedicate ai monti della Grande Guerra.
Sono ben 17 le strade del quartiere intitolate alle località delle battaglie e soprattutto ai monti su cui sono state combattute. A Verona, portano anche sulla collina con la prima Torricella.
Le vie si snodano a destra ed a sinistra di via Monte Ortigara, la strada che conduce ad Avesa. L’Ortigara è un monte (oltre 2.000 metri di altitudine) delle Prealpi vicentine, ad una quindicina di chilometri da Asiago, reso famoso! da una battaglia, combattuta nel giugno 1917. In essa, ebbero un ruolo importante gli alpini. Dal punto di vista militare, fu un successo austriaco, in quanto gli Italiani raggiunsero la vetta, ma poi dovettero retrocedere, vinti dall’assalto della controffensiva nemica, ma sono rimasti nella storia, anche con accenti epici e leggendari, il coraggio e l’audacia dei combattenti.
A sinistra di via Monte Ortigara, il quartiere Pindemonte, delimitato a ovest da via Sabotino, la lunga strada che, da via Santini, porta in via Mameli. Il monte Sabotino (609 metri), al confine con la Slovenia, a nord di Gorizia, è ricordato come una delle cime delle battaglie dell’Isonzo. È stato nominato monumento nazionale italiano. Tra via Sabotino e via Monte Ortigara, troviamo via Col di Lana, via Monte Nero, via Montello, via della Pace e via Monte Santo.
Il Col di Lana, nel Bellunese, è stato teatro di aspri combattimenti che hanno lasciato sul terreno circa ottomila morti, in! massima parte fanti, da cui il soprannome «Col di Sangue». ! È noto, in particolare, l’episodio della mina fatta esplodere dai genieri italiani, il 17 aprile 1916. Costituita da cinque tonnellate di gelatina dinamite, esplose alle 11 e mezza di sera. Una parte della montagna crollò per gli effetti dell’esplosione, causando la morte di circa 150 militari austriaci e consentì agli Italiani di occupare la vetta. Nel 1917, dopo Caporetto, gli Italiani si dovettero, però, ritirare.
Via Monte Nero ricorda un’ altra battaglia famosa, resa popolare da una canzone degli alpini, «Spunta l’alba del 16 giugno, comincia il fuoco dell’artiglieria». Il monte Nero venne occupato, infatti, fra il 15 e il 16 giugno 1915. Si trova sulla linea dell’Isonzo: gli alpini, dopo una faticosa marcia, sbaragliarono gli Austriaci e si impadronirono della vetta, con una azione che rimase famosa.
Via Montello fa riferimento al modesto rilievo montuoso (371 metri), nel Trevigiano, che si estende da est a ovest, da Nervesa della Battaglia a Montebe! lluna. Dopo Caporetto, il Montello fu teatro di duri combattimenti, in quanto si trovava al centro del fronte del Piave. Fu il principale obiettivo dell’offensiva austriaca del 15 giugno 1918: l’Ottava armata italiana, comandata dal generale Giuseppe Pennella, riuscì, però, a contenere lo sfondamento e poi a respingere il nemico, oltre il Piave.
Via della Pace ricorda, ovviamente, il trattato di pace del 28 giugno 1919, firmato a Versailles, che, però, lascerà aperte molte questioni.
Via Monte Santo menziona il monte sloveno (681 metri), a nord-est di Gorizia, che si trova nella parte meridionale dell’altopiano della Bainsizza, bagnato dal fiume Isonzo. Il monte fu un importante obiettivo strategico e teatro di feroci battaglie.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 19/04/2015

Note: CRONACA – Pagina 25