IL GRANDE RECUPERO. Dopo lo stop al progetto privato il Comune rilancia con un proprio piano di restauro del complesso
Intervento per un costo stimato intorno ai 64 milioni di euro Segala: «Ora stiamo valutando come procedere al meglio»
Arsenale, si accelera. Ilaria Segala, assessore alla pianificazione urbanistica, è circondata dalle carte. «L’operazione è complessa, va compreso soprattutto come suddividere gli interventi». Le certezze ormai sono acquisite: mercato coperto, sul «modello Firenze» in zona San Lorenzo, con offerte di tipicità. Recupero delle Corti centrale, orientale e occidentale oltre che della Palazzina di comando, parco urbano, spazio per i gruppi e apertura di un tratto della cinta muraria verso la città: un impegno complessivo, secondo la prima stima, per 64 milioni. «Il progetto è già in elaborazione. Continuo peraltro gli incontri con le associazioni per avere ben chiare le loro esigenze», spiega Segala. «Il 2018 servirà per affinare l’aspetto tecnico e definire le procedure amministrative, dal tipo di gare da effettuare alla suddivisione dei lotti di intervento».I NUMERI. Le cifre danno la misura della portata di un impegno «che non vedrà la luce domani» ma atteso da tempo dalla città. Il recupero della Palazzina Comando richiederà 12 milioni, le analoghe operazioni sulle Corti orientale, occidentale e centrale ne dovrebbero richiedere rispettivamente 11, 19 e 13. I lavori per la bonifica dell’area sono stimati incidere per 2,5 milioni mentre la realizzazione delle reti tecnologiche di servizio dovrebbe assorbirne uno e mezzo; ultimi, non per importanza, il parco urbano di 50mila metri quadrati dal costo previsto di circa 5 milioni, cui se ne aggiungerà un altro per il restauro del muro perimetrale.I CALCOLI. «I nostri conti potranno sicuramente risultare diversi da quelli del “project” iniziale», ammette Ilaria Segala, «ma ciò si deve al fatto che siamo andati, nella definizione delle cose da realizzare, ben oltre quello schema iniziale». «Noi del resto», sottolinea, «ragioniamo come un ente pubblico, tenendo comunque conto anche dei prevedibili ribassi che tali cifre potranno avere in sede di progettazione o assegnazione su base d’asta». L’assessore alza gli occhi dalle carte: «Oggi è un po’ il mio “Arsenale Day” e pazienza per l’espressione in lingua straniera… l’importante a questo punto è guardare avanti per avere il più possibile chiaro come procedere, anche per quanto riguarda la suddivisione o l’accorpamento dei cantieri». E alla critica sulla mancata convocazione della commissione consiliare «ad hoc» Segala replica: «Meglio, secondo me, “studiare” prima e presentarsi poi con tutti gli elementi concreti di discussione sul tavolo».IL FUTURO. La macchina che dovrebbe portare al recupero e alla riconsegna alla città di uno degli spazi più prestigiosi è stata messa in moto. La svolta è arrivata dopo la vittoria al Tribunale amministrativo regionale che ha sancito la fine, senza danni per il Comune, del progetto iniziale di Italiana Costruzioni. «Se il compendio, che sorge a ridosso della città storica dovesse, com’è auspicabile, divenire un centro aperto anche all’attività delle associazioni, polo d’attrazione per i giovani e il turismo, potrebbe averne vantaggio anche la vivibilità del centro»

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 24/02/2018

Note: Paolo Mozzo