MOBILITÀ SOSTENIBILE. La Fiab elabora un programma, contatti positivi con l’amministrazione .
La giunta Sboarina s’impegna per attuare presto le idee a basso costo. Nel documento nuove «zone 30» e l’accesso alle corsie preferenziali.
Nel libro dei sogni degli Amici della bicicletta, e in generale dei ciclisti veronesi, ci sono grandi itinerari che percorrono la nostra città in lungo e in largo. Per esempio la «Ciclopista del Sole», che scende dall’Alto Adige ma si interrompe bruscamente a Boscomantico: andrebbe connessa alla zona del Boschetto, a sinistra Adige, e al Porto di San Giovanni Lupatoto, a destra Adige. E poi l’itinerario Verona-Ostiglia sulle tracce della via Claudia Augusta. Per culminare nell’ambizioso progetto «Aida» (Alta Italia da attraversare), che collegherebbe da ovest a est Torino, Milano, Verona, Venezia e Trieste.Tutto ciò, dicevamo, nel registro dei desiderata. Bisogna trovare i finanziamenti. Ma da molto tempo gli Amici della bicicletta (Fiab) vanno «scampanellando» sotto le finestre di Palazzo Barbieri, affinché almeno gli interventi a costo basso o nullo sulla rete ciclabile cittadina vedano la luce.AVVICINAMENTO FIAB-COMUNE. E di luce, adesso, s’intravede uno spiraglio. Perché, se finora la bicicletta è stata relegata ai margini di una viabilità tutta incentrata sui mezzi a motore, la giunta Sboarina sembra orientata a dar seguito perlomeno ai progetti più abbordabili: «Piccoli interventi per grandi risultati», come dicono il presidente e il vice della Fiab, Corrado Marastoni e Giorgio Migliorini.La speranza degli Amici della bicicletta, riassunta sul periodico dell’associazione in un articolo intitolato significativamente «La (s)volta buona?», si fonda su alcuni incontri – l’ultimo qualche giorno fa e altri in programma – avvenuti fra Marastoni, Migliorini e i tre assessori incaricati a vario titolo dello sviluppo della rete ciclabile: Luca Zanotto (lavori pubblici e viabilità), Ilaria Segala (urbanistica) e Marco Padovani (strade e giardini).I vertici della Fiab hanno sottoposto ai tre esponenti della giunta un documento in tre punti che distingue gli auspicabili interventi di lungo termine, come gli itinerari cicloturistici e la redazione del Pums (Piano urbano di mobilità sostenibile), a quelli di medio e breve termine. Vediamo i principali.CORSIE PREFERENZIALI. Migliorini invita a «consentire alle bici il passaggio su alcune corsie preferenziali, come piazza Bra, via Diaz (molto larga), volto di piazza Cittadella (50 metri), via 24 Maggio a Borgo Trento (in discesa) e via Muro Padri a Veronetta. Inoltre, andrebbero resi ciclopedonali alcuni marciapiedi larghi e poco usati, come in viale Colombo, viale Bixio, via Oriani dalla parte dei bastioni, e corso Porta Palio sul lato dell’ospedale militare».In corso Porta Palio, ricorda inoltre Marastoni, urge proteggere, con un attraversamento ciclopedonale, il pericoloso accesso alla stazione del bike sharing collocata all’interno del parcheggio libero: «Ad oggi il prelievo delle bici e le prime pedalate degli utenti del servizio avvengono in mezzo alle auto».E va messo in sicurezza anche «l’ingresso sulla ciclopedonale di viale Venezia per chi viene da San Michele».ZONA 30. Dalla Fiab arriva poi l’incitamento a «perseguire una politica di moderazione del traffico, imponendo i 30 chilometri orari all’interno delle mura veneziane, con maggiori controlli, migliore segnaletica e opportuno arredamento stradale».Marastoni segnala, in particolare, il caso di «via Cesiolo, dove il senso unico verso il quartiere Pindemonte obbliga le bici in direzione opposta a scendere nel pericoloso traffico di via Mameli. Per collegare via Santini al centro, la Fiab propone quindi di introdurre in via Cesiolo il regime di “zona residenziale”, che permette di ridurre il limite delle auto a 10-15 chilometri all’ora, e di concedere il doppio senso alle bici».Una simile situazione si trova in centro, in stradone Provolo, dove l’associazione chiede l’introduzione del «controsenso», ovvero il già esistente senso unico verso ovest per le auto abbinato al doppio senso per le biciclette.NUOVE TRATTE. Infine, «senza troppa spesa sarebbe possibile creare un percorso ciclabile, per quanto possibile in sede propria, che colleghi il centro con Fiera e Zai e i suoi nuovi centri commerciali, utilizzando, oltre agli attuali percorsi, il parco agli ex Magazzini Generali, viale del Commercio, via Copernico, via dell’Esperanto, il cavalcavia A4, e la strada Genovesa verso Castel d’Azzano e Vigasio», suggerisce la Fiab.Palazzo Barbieri ha raccolto tutte queste idee, con l’impegno di studiarle e di concretizzare presto le più semplici. Nessuna promessa, al momento, ma trapela la volontà di dotare il Comune del Pums, senza il quale è ormai impossibile accedere a finanziamenti europei per la mobilità sostenibile.

 

Lorenza Costantino

Tratto da: arena - sez.null - pag. 13

Data: 9/09/2017

Note: Lorenza Costantino