Piazza dei Signori con i resti di Vinitaly and the City

ALTRO BILANCIO. Soddisfatti i ristoratori che hanno avuto il tutto esaurito e chiedono di ripetere anche per altre fiere
Non mancano voci contrarie «Manifestazione troppo dispersiva». E c’è chi lamenta il caos in piazza dei Signori

Piazza dei Signori con i resti di Vinitaly and the City FOTO MARCHIORI
Quantità e qualità: esercenti e ristoratori del centro devono ancora riprendersi dal super lavoro di questi ultimi giorni, ma già tracciano un bilancio positivo del fine settimana «lungo», dentro e fuori il quartiere fieristico. Vinitaly e Fuorisalone hanno fatto registrare il pienone di presenze in centro storico già dallo scorso venerdì sera. E ora, tra gli addetti ai lavori, c’è chi propone di adottare questo format anche per altre manifestazioni fieristiche importanti, a partire dalla prossima edizione di Fieracavalli in ottobre.FIERA E CITTÀ, CONNUBIO VINCENTE. «Coinvolgere il centro con iniziative correlate alla manifestazione fieristica ma disseminate nei vari angoli della città antica. È questa è la formula vincente, da incentivare», spiega Patrizio Violante, titolare di due osterie in centro città – Il Cavaliere e l’Osteria dei Signori – oltre che gestore del chiosco ai giardini dell’Arsenale, quest’anno location per uno degli eventi di Vinitaly and the city. Introiti da record per l’Antica bottega del vino, dove era tutto prenotato già dallo scorso gennaio. Numeri alla mano, bilancio in linea con quello dell’anno scorso per Michael Cortelletti, a cui fanno capo locali e pizzeria sia in piazza Bra che in piazza dei Signori.Sulla questione, però, non mancano pareri discordanti. «È stato dislocato troppo sul territorio, addirittura in provincia. E si è in parte sentita la differenza rispetto all’anno scorso. Non sono comunque mancati gli intenditori, per lo più italiani, fiorentini nello specifico, che hanno ordinato bottiglie di un certo livello», è il parere di Claudio del Vecchio Mulino di via Sottoriva. «Sabato sera c’è stata una vera e propria ressa. Lunedì e martedì sera, invece, meno quantità ma più qualità», aggiungono all’Ostreghetteria 23, sempre in via Sottoriva. «CARO» VINO. Nei locali in riva all’Adige, anche quest’anno, non sono mancati brindisi… salati. «Grazie al Vinitaly, diamo aria alle cantine vendendo vini e bottiglie che difficilmente vengono richieste durante l’anno», è il parere di Piero Battistoni, titolare del ristorante Al Calmiere a San Zeno. «Quanto al Fuorisalone, per me ha inciso poco perché eravamo già completi da tempo. Purtroppo però la piazza è stata davvero piena solo la domenica sera», aggiunge. All’Antica bottega del vino, sono state stappate parecchie bottiglie sopra i mille euro cadauna, come un ottimo rosso di Borgogna a 1.600 euro. Non è stato toccato il record dello scorso anno – quando un tavolo ne ha stappata una da oltre 4mila – «ma sono state numericamente di più», spiegano. E in molti altri esercizi del centro e dintorni, i cavatappi hanno stappato bottiglie da 600-800 euro l’una.CAOS PIAZZA DANTE. Una nota stonata, tra le molte sparate ad alto volume dal vicino palco concerti, è stata quella dell’allestimento in piazza dei Signori. «Il chiasso era totalizzante e non ci permetteva nemmeno di capire le ordinazioni dei clienti, nervosissimi nei nostri confronti e non solo. Abbiamo ospitato cantine, cene di lavoro tra produttori e clienti a cui è stata negata la possibilità di dialogare su business e altro, come avrebbero desiderato. Bene gli eventi ma ci vuole logica organizzativa», è il parere negativo di Massimiliano, vice direttore dell’Antico Caffè Dante. Nota ancora più dolente, il disordine e la sporcizia lasciata dopo lo smontaggio del palco e dello spazio espositivo. Dal pomeriggio di martedì, la piazza è rimasta disseminata di transenne, cartoni, cartacce, bottiglie vuote e altre infrastrutture piuttosto ingombranti seppur smontate e a terra per gran parte del giorno seguente.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 19/04/2018

Note: I.N. - foto Marchiori