BILANCIO. I risultati dell’iniziativa di Ulss 9 e Feder farma, il recupero di farmaci non scaduti donati dai veronesi al Banco

Sono 17mila confezioni per un valore di 230mila euro messe a disposizione di Caritas e Centrosalute per gli immigrati, con 8 e 6mila utenti
È tempo di bilanci per il recupero di farmaci non scaduti. Entro la fine dell’anno verrà firmato un nuovo accordo per ampliare il numero di farmacie e realtà coinvolte.Da quando, a dicembre del 2015, ha preso il via l’iniziativa dell’Ulss 9 con Federfarma e il Banco Farmaceutico, per evitare che le scatolette di farmaci integri con ancora otto mesi di vita davanti abbiano come destino il macero, 12 farmacie del territorio, dieci di Federfarma e due comunali, hanno messo insieme quasi 17mila confezioni, per un valore che sfiora i 230mila euro. Il Centro salute per gli immigrati e la Caritas sono i destinatari principali, con rispettivamente 6 e 8mila utenti, e si stima che le donazioni abbiano fatto risparmiare alla sanità pubblica scaligera l’11% della spesa farmaceutica tra il 2015 e il 2016.Per la maggior parte di tratta di medicinali per patologie croniche, come cardiopatie o diabete, e in molti casi l’Alzheimer o simili malattie degenerative, che sono stati distribuiti ai pazienti direttamente dalle strutture sanitarie. A donarle sono familiari di persone decedute, oppure chi ha cambiato la terapia. E alcuni sono davvero di gran valore, come certi anti-tumorarli che costano fino ai 6mila euro.Racconta il referente regionale per il Banco Farmaceutico, Matteo Vanzan: «Siamo riusciti a recuperare degli ormoni per la crescita, di circa mille euro a confezione, da destinare a un ragazzo albanese di 17 anni che, altrimenti, non avrebbe avuto diritto alle cure. In sei mesi è cresciuto di 20 centimetri. Un’adolescente della Nuova Guinea ha subito un’operazione al cuore e, prima che ritornasse a casa, le abbiamo consegnato farmaci per tre mesi. Il nostro obiettivo è rendere più dignitosa la vita delle persone».Lo scenario quotidiano è piuttosto drammatico. In Italia circa una persona su due non riesce ad accedere all’acquisto di un farmaco o a visite specialistiche.”Intere famiglie devono scegliere tra mangiare o curarsi”, insiste Vanzan. “Nei prossimi mesi estenderemo l’iniziativa ad altre farmacie, puntando alla partecipazione dell’Unione Medico Missionaria Italiana di Negrar”.Intanto tutti possono continuare a contribuire a riempire gli scaffali dell’armadio farmaceutico, grazie agli appositi bidoni donati dall’Amia che ogni mese vengono ritirati dai volontari.”Stiamo recuperando circa il 2 per cento dei farmaci, grazie soprattutto ai volontari dell’associazione farmacisti in protezione civile”, evidenzia Luigi Mezzalira, responsabile del servizio farmaceutico territoriale per l’Ulss 9 Scaligera. “Solo per i richiedenti asilo si registra circa un 40 per cento di attività ambulatoriale”.Arianna Capri, vice presidente di Federfarma, fa presente che le 12 farmacie sono state scelte con un criterio di geocalizzazione per coprire tutto il territorio. “In realtà tutte le farmacie collaborano alla raccolta, informando e dando indicazioni. Recuperare significa abbattere i costi di smaltimento, oltre che evitare sprechi”.

Chiara Bazzanella

Tratto da: arena-cronaca - pag.14

Data: 4/10/2017

Note: Chiara Bazzanella