Un «virus micidiale» sopravvive nella nostra società, pronto a colpire passando attraverso il sonno delle coscienze. Sergio Mattarella coglie segnali poco rassicuranti nel Paese e registra un affievolirsi di anticorpi che sembravano saldi dopo l’abisso della Shoah. E riempie di riferimenti all’attualità il giorno della memoria lanciando un allarme: il virus micidiale si muove «nei bassifondi della società, nelle pieghe occulte di ideologie, nel buio accecante degli stereotipi e dei pregiudizi. Pronto a risvegliarsi, a colpire, a contagiare, a distruggere, appena se ne ripresentino le condizioni», spiega con tono grave il presidente della Repubblica dal salone dei Corazzieri del Quirinale. Davanti a lui il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Gli esponenti del governo giallo-verde vengono assaltati al termine della cerimonia dai giornalisti che vogliono prendere nota della profondità della comprensione del messaggio del capo dello Stato. Un messaggio che unisce passato e presente e crea inquietudine in chi ascolta. «Quando il benessere dei popoli o gli interessi delle maggioranze, si fanno coincidere con la negazione del diverso – dimenticando che ciascuna persona è diversa da ogni altra – la storia spalanca le porte alle più immani tragedie», prosegue Mattarella senza addolcire le parole. E dal presente si torna senza soluzione di continuità ad un passato che storia purtroppo ancora non è: «la furia nazista si accanì con micidiale e sistematica efficienza anche contro altre categorie di diversi: i dissidenti, gli oppositori, i disabili, i malati di mente, gli omosessuali, i testimoni di Geova, i rom e i sinti, gli slavi. Nell’ordine nuovo, vagheggiato da Hitler, non c’era posto per la diversità, la tolleranza, l’accettazione, il dialogo». Ed ecco, dopo tanta preparazione, il doppio richiamo: «in Italia sono in aumento gli atti di antisemitismo e di razzismo, ispirati a vecchie dottrine e a nuove e perverse ideologie. Si tratta, è vero, di minoranze. Ma sono minoranze sempre più allo scoperto, che sfruttano con astuzia i moderni mezzi di comunicazione, che si insinuano velenosamente negli stadi, nelle scuole, nelle situazioni di disagio»..

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 7

Data: 25/01/2019

Note: Fabrizio Finzi