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Una mappa dei forti per favorire il recupero

 

 

 

PATRIMONIO. Il presidente dei giovani architetti di Agile illustra l’iniziativa: domani un incontro.
De Mori: «Uno strumento semplice che spiega anche come raggiungerli. E ci sarà un incontro con i gruppi che li gestiscono».

Hanno esplorato da vicino le fortificazioni veronesi, per creare poi una mappa dei forti asburgici di Verona puntuale, dettagliata e, soprattutto, di facile lettura e alla portata di tutti. Adesso, lo strumento elaborato dai giovani architetti dell’associazione Agile, verrà distribuito gratuitamente alla gente, in un appuntamento fissato per domani, venerdì 6 novembre, dalle 18 alle 20 a Porta Palio.I manufatti asburgici esterni alla cinta magistrale catalogati nell’originale mappa sono in tutto 16: quelli utilizzati da qualche associazione del territorio e quelli in stato di abbandono ma che, ripuliti, potrebbero tornare a vivere.«A Verona sono stati scritti parecchi libri importanti sui forti e la maggior parte sono molti tecnici. Mancava invece uno strumento semplice, fruibile da tutte le persone», spiega Michele De Mori, presidente dell’associazione formata da giovani professionisti interessati al territorio e agli spazi in disuso. «Nella mappa è segnalato come arrivare ai forti in bicicletta, in autobus o in auto, dove parcheggiare, se le strutture sono accessibili o meno, quali sono le condizioni attuali, oltre ovviamente a qualche cenno storico: si tratta di uno spunto per iniziare a parlare di quei manufatti che potrebbero rivivere, evidenziando la necessità di una pianificazione per utilizzare al meglio ciò che fa di Verona una città patrimonio dell’Unesco».Lo stato attuale, infatti, è piuttosto frammentato. Ci sono forti di proprietà del Comune, altri che appartengono ancora al Demanio e altri ancora custoditi da privati, come forte Biondella che è della Fondazione Carlo Ederle.Tra le 16 strutture sopravvissute compaiono dei ruderi sopraffatti dalla vegetazione, come Forte Parona e forte San Procolo, a fianco dell’ex caserma Martini, divenuto ormai una sorta di giungla inaccessibile. Entrambi, con un’accurata pulizia, potrebbero riprendere dignità e diventare spazi per la comunità.Forte Santa Caterina, al Pestrino, è invece più sfruttato che mai, sia dalla cooperativa Milonga, che vorrebbe realizzarvi una realtà per la degustazione dell’olio, sia da Ippogrifo Produzioni, che lo ha già reso un’autentica e frequentata cittadella della cultura. Forte Tomba, a sud di Verona, potrebbe trovare una nuova destinazione con il gruppo Tosano che ha avuto il via libera per realizzare un nuovo supermercato nell’area limitrofa, mentre l’Hellas vorrebbe realizzare dei centri sportivi a Forte Lugagnano. Insiste De Mori: «Le idee sono molte, ma non c’è coordinamento. L’incontro del 6 novembre, a cui abbiamo invitato le varie associazione che hanno già sede nei forti recuperati e usati, vuole essere anche un’occasione di scambio di opinioni con la gente».La mappa è stata finanziata dalla Fondazione San Zeno e realizzata da Agile con il patrocinio dell’ordine degli Architetti, del Comune e di Legambiente. L’architetto e massimo esperto del settore, Lino Vittorio Bozzetto, ha collaborato e fatto una revisione complessiva finale..

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca -pag. 23

Data: 5/11/2015

Note: oC.BAZZ