CHIESA DI SAN FERMO. Sulle impalcature per ammirare il soffitto ligneo

San Fermo, la magia di ritornare nel Trecento: proseguono le visite al soffitto ligneo dipinto. Il cantiere sarà attivo sino alla prima settimana di marzo con la possibilità di esaurire le prenotazioni in lista d’attesa. Oggi, dalle 14.20 alle 17, ogni 20 minuti salirà in quota il secondo gruppo di visitatori prenotati alla segreteria dell’associazione Chiese Vive. L’insolita salita sul ponteggio costruito per i restauri è assistita dai volontari dell’associazione Templari Cattolici d’Italia, che si occupano anche di custodire un deposito borse, vietate sulle impalcature. Per raggiungere quella che è stata definita la «copertura medievale più straordinaria al mondo» è consigliato un abbigliamento comodo, pantaloni e scarpe adatte con suola in gomma. I sessanta scalini non possono essere affrontati dai minori di 14 anni e sono sconsigliati alle persone che soffrono di vertigini. Sulla piattaforma in quota si possono percorre una quarantina di metri che proiettano nel secolo del Petrarca e di Boccaccio, che con Dante Alighieri hanno posto le basi della lingua italiana con l’affermazione del volgare fiorentino. La storia del soffitto ligneo e della «pinacoteca» più antica della città rimanda al 1314 o al più tardi al 1350 quando a costruirlo era un vivace cantiere di artisti chiamato dai frati Francescani sotto la guida del priore Daniele Gusmari e del mecenate Guglielmo da Castelbarco. Quest’ultimo ritratto sull’arco trionfale. Il soffitto riprende la forma di una carena di nave rovesciata. «É un simbolo», commenta il parroco don Maurizio Viviani, «molto diffuso nei popoli che si affacciano sul “Mare nostrum”, il Mediterraneo. Esprimeva il viaggio dell’uomo “post mortem”. Tale simbolo è stato “cristianizzato”. Sin dalle origini del cristianesimo, infatti, la nave appare scolpita su alcune lastre marmoree nelle catacombe del suburbio di Roma. È il simbolo del viaggio che il defunto cristiano compie verso l’approdo, ovvero verso Gesù Cristo».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 14/01/2018

Note: M. CERP