LA PROPOSTA. Un comitato lancia il «Ring Scaligero» per alleviare il traffico e ridare slancio all’economia dei quartieri. Segni di convergenza da diverse sigle politiche
E anche le aziende sono pronte a entrare in campo
Trentadue chilometri intorno alla città. Una sorta di «autostrada», realizzabile anche per stralci successivi ma riservata alle sole biciclette, con un costo stimato intorno ai dieci milioni. Il «Ring Scaligero», per ora, è una proposta, da valutare e approfondire «con una commissione “ad hoc”», suggeriscono i promotori, per passare poi al vaglio dell’aula. «In realtà, mentre muore il progetto del traforo», sintetizza il consigliere Alessandro Gennari (M5S), «questa proposta rappresenta un ripensamento della mobilità per Verona, con ovvie ricadute ambientali positive e una potenzialità di rilancio per la piccola economia dei quartieri». L’idea «nata sotto l’egida Cinquestelle», spiega Alessandro Gornati, presidente del Comitato «Ring Scaligero», «ha già però il merito della trasversalità. Segno evidente di come sia stata subito colta l’opportunità che essa rappresenta anche sotto il profilo economico e produttivo».Tra i sostenitori figurano infatti Paola Bressan (Battiti), Leonardo Ferrari (Fratelli d’Italia) Roberto Simeoni (Lega Nord) e Gianmarco Padovani (Verona Pulita). Una lista politica che, a detta dei promotori, «è destinata ad allungarsi».«Il tracciato dovrebbe avere una larghezza minima di tre metri per consentire anche di procedere affiancati, senza promiscuità con i pedoni o con il traffico, salvo in tratti in cui ciò sia possibile o inevitabile», illustra il progettista Marcello Giacomelli. «L’autostrada per ciclisti dovrebbe anche divenire punto di interscambio con tracciati già esistenti e percorsi che conducano verso il centro». I primi contatti del Comitato con il vicesindaco ed europarlamentare Lorenzo Fontana, con gli assessori Luca Zanotto (Infrastrutture e viabilità) e Daniele Polato (Sicurezza) e con il presidente di Agsm, Michele Croce, hanno finora «portato ad acquisire pareri positivi». «C’è in questa proposta, che va valutata con attenzione ma per cui già si registra una positiva convergenza tra diverse forze politiche», commenta Paola Bressan (Battiti), «un doppio intento ambientale ed economico». In parte legato, spiegano i rappresentanti del Comitato, «all’aumentata possibilità di accesso e fruizione dei negozi nei quartieri. Per altri aspetti suscettibile di sviluppi locali di carattere microeconomico». In sintesi: sponsorizzazioni del sedime stradale, concessione di parte delle aree attrezzate (otto quelle previste, quante le Circoscrizioni cittadine) per attività commerciali e di ristorazione o per eventi. «Senza dimenticare il valore del “Ring” in termini di marchio abbinabile al concetto della sostenibilità declinato in chiave veronese».Le aziende, soprattutto quelle legate al mondo dello sport «ma anche al settore agroalimentare», come chiarisce Elisabetta Gaspari, titolare di Vagotex, «hanno colto il potenziale di questa proposta e la stanno valutando, pronte a recitare un parte come protagoniste». E se Gianmarco Padovani sottolinea «il modello delle grandi ciclabili austriache» e gli aspetti legati alla «sicurezza anche in dimensione familiare», Marta Vanzetto, capogruppo Cinquestelle in Comune, ricorda «il valore umano di un progetto che rimette il cittadino al centro». Seppellito il traforo nasce dunque la proposta di un’«autostrada» per ciclisti. «Cambio di passo», lo definisce Gennari. Se l’idea andrà al traguardo dipenderà, ovviamente, dal lavoro del «gruppo».

Paolo Mozzo

Tratto da: L'Arena - sez. null- pag. 13

Data: 25/11/2017

Note: Paolo Mozzo