Il rendering dell'edificio che sorgerà davanti al Polo Zanotto

L’ATENEO IN MOVIMENTO. Presentato il programma edilizio, investimenti per oltre 90 milioni
Nuova struttura di fronte al Polo Zanotto. Il primo cantiere in luglio a Ca’ Vignal. È cosa fatta anche l’acquisto di Villa Ottolini Lebrecht
LAURA PERINA

Il primo cantiere parte a luglio a Borgo Roma, nell’area di Ca’ Vignal dove si trova il polo scientifico e tecnologico dell’università di Verona. Tempo un paio d’anni e sorgerà il «Centro per il trasferimento tecnologico», in altre parole una palazzina destinata a ospitare laboratori e le spin-off universitarie, cioè le società di capitali fondate da un ricercatore e co-partecipate dall’ateneo per valorizzare i risultati della ricerca scientifica. Importo complessivo dell’opera, quattro milioni e 600 mila euro. Prende corpo il programma edilizio dell’università di Verona. Il triennale 2019-2021, finanziato nel bilancio di previsione 2019, è stato illustrato ieri mattina a Palazzo Giuliari dal rettore Nicola Sartor e dalla dirigente amministrativa Giancarla Masè.UN TESORETTO. L’ateneo ha messo in campo 90.538.000 milioni, con una capacità di spesa che si aggira fra i dieci e i 13 milioni l’anno. Tutte risorse interne. Da quando il ministero dell’Istruzione ha azzerato i fondi per l’edilizia universitaria, gli atenei possono contare solo sulle proprie forze e «Verona», spiega con soddisfazione Sartor, «è fra le università che possono farcela da sole, perché da sempre si caratterizza per una gestione oculata delle risorse». Il tesoretto servirà per costruire, ristrutturare, acquisire e mettere a norma gli oltre 40 edifici dell’ateneo con interventi di adeguamento sismico e sostenibilità energetica. Gli step sono vari, in parte programmatici e in parte realizzabili a stretto giro. Fra questi ultimi, oltre al Centro tecnologico di Ca’ Vignal, ci sono l’allestimento dei laboratori nella Villa Eugenia di San Floriano (acquistata dalla Provincia nel 2016 con l’annesso frutteto, che verrà trasformato in un vigneto sperimentale a uso di Scienze e tecnologie vitivinicole ed enologiche) e la palazzina denominata «Biologico 3» da costruire ex novo sempre a Borgo Roma, per ricavare nuove aule, laboratori e spazi per gli studenti. In entrambi i casi i cantieri sono in fase di avvio, il primo parte a ottobre e il secondo all’inizio del 2020 con un investimento previsto di oltre sei milioni di euro.TUTTO FATTO. Manca il parere obbligatorio dell’Agenzia delle Entrate, per cui bisognerà aspettare altri tre o quattro mesi, ma è cosa fatta anche l’acquisto di Villa Ottolini Lebrecht in Valpolicella, sede staccata del dipartimento di Biotecnologie, finora concessa in comodato d’uso dalla Fondazione Cariverona che ne è proprietaria. Nel corso del 2019 c’è in animo di ampliare il dipartimento di Scienze giuridiche distribuendo le attività al piano rialzato dei cosiddetti ex uffici finanziari in zona via delle Franceschine, sul lungadige di fronte alla Questura. Un capitolo a parte riguarda gli interventi in via di definizione, fra cui un’area picnic pavimentata nel giardino della mensa San Francesco e nuove aule alla Santa Marta. Eredità del piano edilizio triennale nella versione del 2018 è la ristrutturazione del padiglione 8 dentro la cittadella ospedaliera di Borgo Trento, 2.800 metri quadrati liberi da anni che ospiteranno 12 aule, quattro studi e dieci alloggi per i visiting professor.FORESTERIA. Altra opera prevista è l’adeguamento a foresteria di Palazzo Austoni, un edificio di 12 appartamenti vicino a Castelvecchio che costituisce il lascito di un ingegnere che insegnava a Padova, vincolato all’uso da parte di docenti o specializzandi dell’area medica. Invece agli ex Magazzini generali, in Zai, la Cariverona ha concesso in locazione a Informatica e Biotecnologie degli spazi per sviluppare i progetti «Chimica verde» e «Informatica per l’industria 4.0», con l’allestimento di un mini impianto di produzione automatizzato. Il convitato di pietra del piano edilizio è il centro polifunzionale da 30 milioni di euro che dovrebbe sorgere a Veronetta, di fronte al polo Zanotto, sul terreno di proprietà privata che fa capo all’ex caserma Passalacqua. Il progetto è pronto da anni, i fondi pure «e l’interesse non è venuto meno», assicura il rettore, «anche nell’ottica di rendere un servizio alla città». Quando sarà, l’edificio di oltre settemila metri quadrati ospiterà anche un auditorium con caffetteria, oltre ad accorpare tutte le biblioteche del settore umanistico.

Tratto da: arena giornale di verona

Data: 28/03/2019