Ambulanza della Croce Verde pronta per prelevare un paziente

I SOCCORRITORI. La maggior parte è composta da volontari (1.500) che garantisce il servizio di trasporto dei pazienti
I medici e gli infermieri della Croce Verde di Verona in prima linea con la Centrale Operativa del Suem 118
A gestire il sistema di emergenza-urgenza extraospedaliero in città e in provincia è la Centrale operativa 118 diretta dal dottor Adriano Valerio. Da settimane i turni degli operatori (infermieri e medici) sono triplicati per far fronte a qualsiasi richiesta oltre che per coordinare i mezzi e gli equipaggi di tutte le ambulanze in servizio. Fra le tante ci sono quelle di Croce Verde che fornisce cinque mezzi di emergenza e due automediche per Verona e dieci ambulanze per la provincia. Inoltre Croce Verde garantisce ulteriori due ambulanze dedicate esclusivamente ai Pronti soccorsi di Borgo Trento e Borgo Roma e cinque mezzi per il servizio di trasferimento dei ricoverati negli ospedali cittadini. Ed è proprio la direzione sanitaria di Croce Verde a raccontare «da dentro» la situazione incredibile che stanno vivendo gli operatori sanitari. A partire dal 22 febbraio inizio dell’epidemia, da un mese quindi, la Croce Verde ha duplicato gli interventi di emergenza – grazie alla disponibilità e alla grande professionalità dei suoi soccorritori di cui 1.500 volontari – che è il 60% della movimentazione complessiva di tutto il servizio provinciale.«Le criticità più grandi che stiamo avendo», spiegano dalla direzione sanitaria, «oltre all’aumento esponenziale dei servizi sul territorio e nelle case, sono date anche dai tempi di sanificazione cui vengono sottoposti mezzi e presidi e dai tempi legati al trasporto negli ospedali e verso i centri Covid-19 individuati dalla Regione. In più ci stiamo scontrando con l’enorme difficoltà di reperimento e l’aumento esponenziale dei costi di acquisto dei dispositivi di protezione individuale, indispensabili sia per la sicurezza dei nostri equipaggi che per quella dei trasportati». E ancora: «Ciò che più pesa in questo momento sui soccorritori e sui sanitari di Croce Verde Verona è l’impatto psicologico di questa emergenza. Abbiamo soccorso, stabilizzato, ospedalizzato e trasferito ammalati Covid 19 ed è stata ed è una situazione che mette a dura prova ognuno di noi, soprattutto quando portiamo via le persone dalle loro case, dalle loro famiglie, consapevoli che staranno via a lungo, qualcuno forse nemmeno tornerà più. I parenti non li possono assistere, non possono accudirli e accompagnarli, tenendo loro la mano. Questo aspetto per un soccorritore è devastante, perché questo pensiero per tutti noi è un chiodo fisso, che martella nella testa ogni volta che facciamo un soccorso. Le misure anti-contagio ci impongono scelte di attenzione e distacco sul malato che non fanno parte del Dna di Croce Verde». Da questa situazione, ciò che di positivo sta emergendo è la grande umanità di tutte le figure che operano nel servizio di emergenza e di trasporto sanitario, a qualsiasi categoria esse appartengano, a qualsiasi colore di Croce.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 23/03/2020

Note: C.F.