GIULIO SATURNI Urbanista

Giulio Saturni, 38 anni – intervista-
-Muoversi di più, ma meglio. Già, ma come?

«Serve una pianificazione urbanistica e della mobilità che si concentri sugli assi del trasporto pubblico locale, in città e dalla cintura extraurbana alla città».

È una ricetta di Giulio Saturni, 38 anni, urbanista, già nel cda dell’Amt, tra i fondatori di Cocai, gruppo di professionisti che vuole aprire un percorso partecipato sul futuro della città.

-Saturni, filobus ancora al palo. Ma secondo lei serve?

Sì, ma non risolve i problemi.

-E come si risolvono?

Avevamo una tramvia su rotaia pronta per essere realizzata, dieci anni fa. Poi si è cambiato strada. Intanto Vicenza e Venezia l’hanno fatta e Brescia ha il metrò. E noi in tempo di crisi abbiamo rinunciato a un’opera da 200 milioni. Che avrebbe riqualificato aree vicine.

-Il filobus, invece?

Con i mezzi da 18 metri e non da 24 serve a poco e comunque va sostenuto con un insieme di azioni per una mobilità alternativa. Verona deve ragionare come città metropolitana, creare collegamenti dai Comuni della cintura sfruttando ex linee ferroviarie, fino a parcheggi scambiatori in periferia, e da lì con mezzi pubblici. Ciò servirebbe anche per i turisti dal lago a Verona o dall’aeroporto.

-Il traforo è tramontato?

Bisogna però riflettere sulla viabilità a nord. Positivo che l’Amministrazioni lavori a un Piano mobilità sostenibile. Ma ora potrebbe usare gli 8 milioni della fideiussione per portare il filobus fino in Borgo Milano, con stazione all’ex Couver.

-Favorevole ad allargare la Ztl a Veronetta o a San Zeno?

Sì, ma purché si ragioni in un’ottica più ampia, creando anche “zone a 30 chilometri orari” anche nei quartieri.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 3/12/2017