Una farmacista mostra una mascherina chirurgica del modello in vendita

IL CONFRONTO. La presidente Vecchioni ha moderato la video-conferenza di Federfarma sulla possibile seconda ondata
L’infettivologo Concia: «Consiglio di farlo fare anche ai bambini» Raciti, farmacista bergamasco «Da noi 500 chiamate al giorno»

«Sono un grande sostenitore dell’importanza che avrà il vaccino antinfluenzale in autunno. Mi auguro che le aziende produttrici possano metterlo a disposizione già da settembre. Oltre agli anziani e alle persone a rischio, quest’anno anche i bambini in età scolare dovrebbero essere vaccinati contro l’influenza». Il consiglio arriva da Ercole Concia, infettivologo, già direttore dell’unità di Malattie infettive della nostra azienda ospedaliera universitaria integrata. Il professore è intervenuto ieri pomeriggio durante un video-confronto organizzato da Federfarma Verona. Si guarda al prossimo futuro e a una possibile seconda ondata di Covid-19 che si sovrapporrebbe all’epidemia di influenza stagionale. «Vaccinandoci potremmo togliere di mezzo l’ipotesi di influenza, in caso il medico dovesse fare una diagnosi escludendo patologie che possono dare sintomi simili», ha detto Concia. L’infettivologo ha anche elencato una serie di consigli che i farmacisti potrebbero dare ai malati, fra cui «tenere in casa un saturimetro» per misurare l’ossigenazione del sangue. La dispnea, la «fame d’aria» che è tra i campanelli d’allarme del Covid, «è una delle manifestazioni cliniche per cui si ipotizza il ricovero. In più si stima che tre su dieci, fra coloro che sono guariti dal coronavirus, avranno delle fibrosi polmonari e dovranno essere seguiti nel tempo», ha spiegato. L’incontro, moderato dalla presidente di Federfarma Elena Vecchioni, è servito a fare il punto sui mesi di emergenza che hanno visto le farmacie tra i presidi sanitari rimasti in prima linea. Il sindaco Federico Sboarina è intervenuto per un ringraziamento da parte della comunità veronese: «Ho sentito i farmacisti a fianco dell’amministrazione e della popolazione nella tutela della salute pubblica. L’auspicio è che questo spirito di collaborazione continui a prescindere dall’emergenza». Dalle farmacie, fra l’altro, sono transitati i buoni spesa che gli enti locali hanno destinato ai cittadini in difficoltà per l’acquisto di farmaci da banco, latte per neonati, prodotti per l’igiene personale e per coprire il ticket sui medicinali erogati dal servizio sanitario. «La percezione è che siano stati molto utilizzati. Segno che le farmacie sono un supporto importante per i bisogni della società», ha sottolineato Vecchioni. Andrea Raciti, farmacista di Alzano Lombardo (provincia di Bergamo), ha portato la sua testimonianza dall’epicentro del focolaio di coronavirus più violento d’Italia. «Nella mia farmacia abbiamo attivato quattro linee telefoniche, con una media di 500 telefonate al giorno, e nel solo mese di marzo abbiamo percorso 1.500 chilometri in auto per raggiungere le persone a domicilio. L’emergenza ha confermato il ruolo del farmacista come anello di congiunzione tra la popolazione e il sistema sanitario». In chiusura i saluti di Gianmarco Padovani, vicepresidente di Federfarma, e Claudia Sabini, presidente del comitato Farmacie Rurali.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 5/06/2020

Note: Laura Perina