Molti ultraottantenni della provincia di Verona contano su una pensione di mille euro netti al mese

PENSIONI. I dati elaborati dallo Spi Cgil sui numeri forniti dall’Osservatorio statistico Inps nazionale, indicano la cifra con cui deve fare i conti una folla di anziani in aumento
Equivalgono a 1.370 lordi. E c’è differenza tra i due sessi: le donne non superano i 700 euro. «Non considerati i tempi per la famiglia».
Una pensione che, al lordo, sfiora i 1.370 euro: tolte le trattenute di legge, significa al massimo mille euro netti, comprese la tredicesima, e in molte situazioni, anche la quattordicesima mensilità. Con questa cifra devono fare i conti i 60.614 over 80 che abitano nella provincia di Verona. Il dato rappresenta una media ed è stato elaborato dallo Spi Cgil sulla base dei numeri forniti dall’Osservatorio statistico Inps nazionale, distinguendo tra gli uomini con più di ottant’anni maschi, che sono 22.346, mentre le pensionate over 80 raggiungono quota 38.268: dettaglio importante perché le donne, evidentemente più longeve, sono pure quelle che hanno una pensione più bassa che, in media, non supera i 700 euro. «C’è una notevole differenza tra i due sessi», sottolinea Adriano Filice, segretario dello Spi Cgil di Verona, «perché nella vita lavorativa delle donne non sono considerati i tempi dedicati all’accudimento dei figli e della famiglia. E questo è il risultato». Che, numeri alla mano, assumerà negli anni dimensioni sempre maggiori. Solo nel Comune di Verona, gli over 80 nel 2009 erano 33mila, dato salito quest’anno a 39mila. Contemporaneamente i nuovi nati sono calati, passando dai 9.400 di dieci anni fa ai 7.300 del 2018.«Manca un’analisi attenta del fenomeno», spiega Filice, sottolineando che «la stessa riforma degli Ipab non è ancora stata attuata da parte della Regione Veneto, con gravi conseguenze per quelle famiglie che si trovano ad affrontare rette per l’assistenza molto alte». Il mancato aumento del valore delle impegnative, cioè le quote sanitarie erogate ai centri per anziani, fermo al 2009, secondo il sindacato sta avendo infatti come conseguenza un’impennata della quota alberghiera a carico delle famiglie. Ma questo è solo uno dei problemi. «La questione è ampia e va affrontata coinvolgendo diversi attori, che devono sedersi intorno a un tavolo per risolvere temi che vanno dall’aspetto economico, alla residenzialità, ai trasporti, all’assistenza fino al problema della solitudine di questa parte di popolazione». Problemi con i quali i funzionari Spi Cgil di Verona devono fare i conti ogni giorno: «Nei nostri sportelli è continuo il via vai di pensionati che chiedono pratiche per l’assistenza, servizi che spettano di diritto, verifiche della pensione: i numeri sono alti, sintomatici di una situazione di difficoltà diffusa», afferma Filice. «L’invecchiamento della popolazione è di per sé un dato positivo», commenta Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto, «perché vuol dire che si vive più a lungo. Ma, come diciamo spesso, ciò comporta che la politica, sia quella nazionale che quella locale, debba tenere conto di questo trend prevedendo politiche adeguate. Preoccupa però anche la bassa natalità. I dati dimostrano che si fanno sempre meno figli e il saldo potrebbe essere molto più pesante se non ci fossero gli immigrati che riequilibrano la situazione. Servono anche politiche per le famiglie».Tornando ai numeri del sindacato, a ricevere la pensione Ivs, acronimo di invalidità, vecchiaia, superstiti, sono 42.882 pensionati over 80 veronesi, la maggior parte, con un reddito lordo medio annuo di 16.907 euro. Quattordici le pensioni indennitarie corrisposte a seguito di un infortunio sul lavoro, per causa di servizio o malattia professionale e 1.538 sono invece le assistenziali. Sono in 1.716 gli over 80 che hanno accumulato pensione Ivs con indennitaria per un reddito pensionistico medio annuo di 20.205 euro lordi, altri 13.991 ricevono Ivs e pensione assistenziale e il reddito medio in questo caso è di 21.216 euro. Solo in otto hanno diritto, secondo l’Inps, al trattamento indennitario insieme a quello assistenziale mentre 465 accumulano tutte e tre le tipologie, per una pensione media annua lorda di 26.300 euro.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 9

Data: 12/09/2019

Note: FRANCESCA LORANDI