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A «DIRETTA VERONA». Alla trasmissione di TeleArena si è parlato della sicurezza del territorio in caso di terremoto.
Pastorello: «Mancano i fondi, meglio costruire scuole nuove»
Lonardi (costruttori): «Ciascuno faccia la sua parte in casa propria»
«Impossibile sapere quando un evento sismico accadrà, ma storicamente quello che è accaduto a Norcia da noi è già accaduto 900 anni fa e accadrà sicuramente in futuro». A sostenerlo è Enrico Serpelloni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Bologna intervenuto ieri a «Diretta Verona», la trasmissione di Telearena (in streaming sul nostro sito larena.it) dal titolo «Terremoto, a Verona siamo sicuri?». Serpelloni, che ha recentemente pubblicato due articoli su riviste internazionali dedicate alla situazione delle Prealpi Venete, ha spiegato che «purtroppo le bufale viaggiano più veloci sui social network delle informazioni istituzionali e, di fatto, manca una cultura di base. Non ci sono mai cospirazioni, tutto il territorio nazionale, ad esclusione di piccole aree, potenzialmente può subire terremoti. Quel che conta è informarsi sulla storia sismica del proprio Comune», ha sostenuto facendo riferimento alle tante notizie fasulle circolate in rete negli ultimi giorni.In trasmissione anche Antonio Pastorello, presidente della Provincia, che ha rilanciato l’allarme della mancanza di fondi: «Dal 2009 in avanti sono stati fatti pochissimi interventi di messa in sicurezza delle nostre scuole superiori perché il patto di stabilità ha strangolato tutte le amministrazioni. Per adeguare tutti i nostri edifici dovremmo spendere oltre 100 milioni di euro, soldi che lo Stato ci ha prelevato impedendoci di fare questi lavori». E ha aggiunto: «In questa situazione, occorre trovare una soluzione lungimirante: inutile sistemare le strutture a rischio, conviene fare poli scolastici nuovi».«Negli ultimi anni non si è fatto praticamente nulla per la prevenzione», ha confermato Luca Scappini, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Verona, «ed è assurdo se si pensa che i terremoti ci costano due miliardi e mezzo l’anno per la ricostruzione a fronte di 900 milioni investiti in prevenzione». A lanciare una provocazione è stato infine Attilio Lonardi, dei costruttori veronesi: «Per evitare i fatti di Amatrice ciascun proprietario di casa può fare la propria parte. Inutile puntare sempre il dito solo sulle istituzioni». E ha aggiunto: «D’altro canto, la prevenzione è un problema scomodo per i politici, vale di più inaugurare qualche campo da calcio che iniziare una vera cultura della prevenzione. Si tratta di un lavoro lungo che porta pochi consensi».

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 18

Data: 1/01/1970

Note: Giorgia Cozzolino