Il convegno in Sala Maffeiana

LA CANDIDATURA. Sindaco, Camera di commercio ed esperti a confronto in Sala Maffeiana con il movimento Traguardi.
Pietro Verri: «Mettete da parte ambizioni personali e preparate un piano di sviluppo»

Verso l’obiettivo di Verona capitale della Cultura per il 2021, si comincia a ragionare sul processo di candidatura e sugli ingredienti da mescolare perché sia vincente. Anche se «la candidatura stessa, prima ancora dell’eventuale vittoria del bando, è un banco di prova per mettere la città al lavoro su un progetto comune». Parole di Silvia Sartori, presidente del movimento civico Traguardi, per porre l’accento sul percorso di partecipazione che si è innescato da quando l’Amministrazione ha aperto questo capitolo, in previsione dell’anno in cui la città scaligera – città dantesca insieme a Ravenna e Firenze – celebrerà il settimo centenario della morte del poeta, probabilmente con i riflettori del mondo intero puntati addosso. Ieri pomeriggio Traguardi (nato dalla lista civica di centrosinistra Salemi sindaco che supportava la candidatura di Orietta Salemi alle amministrative del 2017) ha riunito in Sala Maffeiana gli attori. Introdotti da Salemi e moderati da Pietro Trincanato della commissione Cultura dell’associazione, ne hanno discusso il sindaco Federico Sboarina, Silvia Nicolis in rappresentanza della Camera di Commercio, il vicepresidente dell’Associazione Giochi Antichi Giuseppe Giacon e Marta Ugolini, docente di Marketing del turismo all’università di Verona e delegata del rettore alla Comunicazione. La parte del leone l’ha fatta Pietro Verri, direttore generale e Manager Comunicazione e Marketing della Fondazione di partecipazione Matera-Basilicata 2019 che coordina l’organizzazione e la gestione del progetto Matera Capitale europea della Cultura 2019. Editore, organizzatore culturale, esperto di sviluppo urbano, a 27 anni è stato il più giovane direttore del Salone del Libro di Torino, che ha guidato dal 1993 al 1997. Da lui una serie di riflessioni in previsione di un percorso che non è certo da sottovalutare. «Il consiglio? Ci si candidi non per vincere ma per costruire un piano di sviluppo congiunto, se l’ambizione è fare della cultura un asse strategico per lo sviluppo del territorio. In queste competizioni si vince ciò che si è messo sul piatto. Purché tutti siano in grado di fare un passo indietro rispetto alle ambizioni personali». Un’operazione messa in piedi dall’Aga a partire dal progetto aggregativo che per la candidatura del Tocatì a buona pratica Unesco ha riunito cinque ministeri della Cultura (Italia, Croazia, Cipro, Belgio e Francia) e altrettante università italiane (Verona, Firenze, La Sapienza di Roma, l’università della Basilicata e la Bicocca di Milano), l’Anci, l’Associazione delle città siti Unesco. «Gli imprenditori più lungimiranti promuovono il loro prodotto nel mondo collocandolo all’interno del territorio» ha aggiunto Silvia Nicolis. «La Camera di Commercio c’è, per la candidatura, col progetto Mirabilia per la valorizzazione dei tesori veronesi nascosti e il progetto delle capitali del vino che colloca Verona fra le dieci città rappresentativa nel mondo per la filiera enologica». Mentre Ugolini ha rilanciato con le iniziative di divulgazione scientifica proposte dall’università, in particolare l’imponente piano di digitalizzazione dei manoscritti della bibilioteca Capitolare con l’idea di ricostruire la biblioteca che Dante può aver consultato mentre trascorreva parte del suo esilio a Verona. «Il 2021 non è un traguardo» ha concluso Sboarina, «lo è stato aver ricostruito il fermento culturale che Verona aveva perso e rimettere insieme le forze migliori per un’offerta qualitativamente più elevata per cittadini e turisti».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 10/07/2018

Note: L.Per. - foto Marchiori