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PELLEGRINI A CASA NOSTRA. L´idea di don Martino Signoretto ha coinvolto migliaia di turisti e non che sono rimasti affascinati da questi autentici gioielli d´arte.
Un viaggio alla riscoperta di una serie di chiesette, sconosciute ai più, che rimandano alle tappe salienti della vita di Gesù.

 

Alzi la mano chi sa che Verona è una piccola Gerusalemme. E che, con quattro passi su e giù per la città, si può intraprendere un vero e proprio pellegrinaggio in Terra Santa. Al momento lo sanno bene le 1.300 persone che lo scorso fine settimana hanno vissuto l´originale esperienza di essere pellegrini a casa propria, scoprendo una serie di chiesette sconosciute ai più, veri e propri gioielli che rimandano direttamente alle tappe salienti della vita di Gesù.
L´idea è venuta a don Martino Signoretto, docente di Antico Testamento allo Studio teologico San Zeno e all´istituto superiore di Scienze religiose della diocesi, che ha pensato di sposare il patrimonio storico-artistico riunito nel piano urbanistico della cosiddetta «Verona Minor Hierusalem» con un altro, altrettanto prezioso: i giovani, che proprio sabato scorso hanno celebrato la XXVII Giornata mondiale della gioventù. Ne è uscito un pomeriggio di cultur! a e spiritualità, in cui tanti, veronesi e turisti, hanno affollato otto chiese considerate (a torto) minori, guidati da una cinquantina tra ragazzi e volontari delle comunità del don Calabria di Casa Nazaret e di San Zeno in Monte, dell´Azione Cattolica, dell´associazione «Il deserto fiorirà», del seminario maggiore, degli amici di San Rocchetto e delle «Sentinelle del mattino», che hanno animato i diversi siti con riferimenti a testi spirituali o con esecuzioni di danze e brani musicali.
OTTO TAPPE SACRE. Il percorso in questione affonda le sue radici nel sesto secolo dopo Cristo. «Allora i pellegrini veronesi di ritorno dalla Terra Santa avevano voluto ricreare, nella loro città, dei luoghi in ricordo di quelli visitati in Palestina», racconta Davide Galati, laureato in Filosofia e Storia delle Religioni, che insieme a don Signoretto ha curato «Verona minor Hierusalem», guida pratica e ricca di rimandi storici, che ricostruisce l´itiner! ario. «Questa topografia sacra viene ripresa nell´ottav! o secolo dall´Arcidiacono Pacifico che per primo, nella sua opera di costruzione e recupero di molte chiese della città, parla di Verona come di una piccola Gerusalemme. Finché nel proemio degli statuti veronesi del 1450 si cita la leggenda che vuole Verona, fondata da Sem, uno dei figli di Noè, come “Minor Hierusalem”. Le stesse parole incise, nel 1474, sul sigillo della città accanto all´effige di San Zeno».
COME IN TERRA SANTA. Ed è così che Santa Maria di Nazaret, chiesetta che sorge all´interno della Casa del Don Calabria, ricorda nel nome la città in cui Gesù è cresciuto. «San Zeno in Monte», svela Galati, «si chiamava Santa Maria in Betlemme, la sua città natale. Santa Toscana, prima, era la chiesa del Santo Sepolcro, così come San Rocchetto sui colli di Quinzano. E poi c´è la SS. Trinità, detta ancora oggi in Monte Uliveto perché edificata su una piccola collina verdeggiante, appena fuori dalla città, chiam! ata Monte degli Olivi».
La stessa topografia dell´antica Verona, prosegue Galati, presenta parecchie analogie con Gerusalemme: a partire dall´ansa dell´Adige, che sembra separare, come la valle del Cedron, il monte Oliveto (SS. Trinità) dal monte Calvario (S. Rocchetto o anche S. Toscana).
«Inoltre, alle cinque chiese previste nel progetto urbanistico originario, abbiamo aggiunto tre tappe, che secondo noi ben si integrano con le altre: Santa Maria in Organo, che conserva la statua della “Muletta”, in passato portata in processione la domenica delle Palme; S. Elena, vicino al duomo, con le reliquie della Croce ritrovate dalla santa; e la chiesa dei santi Siro e Libera, al teatro Romano, dove la leggenda dice sia stata celebrata la prima messa a Verona».
Una ricostruzione che ha convinto e affascinato i veronesi. «La gente ha riempito questi luoghi dalle 14 fino all´una di notte», conclude Galati. «Del resto il senso ! dell´iniziativa era proprio riconsegnarli in qualche modo alla ci! ttà. E ci siamo riusciti».

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 6/04/2012

Note: CRONACA – Pagina 14