A Porta Borsari si è intervenuti per evitare il ripetersi di allagamenti causati dalla pioggia

EMERGENZA NUBIFRAGI. Finanziato dal Comune e da Acque Veronesi per due milioni di euro, interesserà la zona di Santo Stefano e Teatro Romano fino a Veronetta
I lavori partiranno in primavera, verrà rifatta l’intera rete fognaria. Una seconda fase di cantieri anche a Porta Borsari.
Il Comune vara l’operazione «mai più allagamenti» che riguarda le zone di Parta Borsari, dove gli interventi sono già iniziati, e quella tra Teatro Romano, giardini della Giarina, interrato dell’Acqua morta e piazza Isolo. Il piano straordinario, attuato da Acque Veronesi, proseguirà per tutto il 2019.Per quanto riguarda Porta Borsari, colpita in modo pesante dai nubifragi nel luglio 2016 e lo scorso maggio, la situazione è stata risolta, grazie alla realizzazione, sul lato di corso Cavour, di un pozzo disperdente profondo otto metri in grado di far defluire l’acqua piovana in falda, come è avvenuto nella settimana di Ognissanti. Nei giorni della grande paura per la piena dell’Adige, tuttavia, non si è reso necessario far entrare in azione le due pompe in grado di aspirare fino a 150 litri al secondo, posizionate nel pozzo e collegate con il fiume tramite due condotte di mandata lungo via Diaz e lungadige Panvinio. Il costo dei lavori è stato di 300mila euro.Resta ancora critica, invece, la situazione a Veronetta. Da qui, nella prossima primavera, partirà un cantiere che comprenderà opere di separazione delle due reti di acque bianche e nere, allargamento degli scarichi idrici esistenti con tubazioni fino a un metro e mezzo di diametro e rifacimento della rete fognaria. L’obiettivo, si sottolinea a Palazzo Barbieri, è creare un’infrastruttura in grado di far fronte agli eventi atmosferici di forte intensità sempre più frequenti, dovuti al cambiamento climatico. Per questo progetto Comune e Acque Veronesi hanno stanziato due milioni di euro. I cantieri partiranno in primavera per concludersi entro il 2019 e saranno gestiti in modo da ridurre al minimo i disagi per la viabilità della zona. «Dopo quella dell’avvio dei restauri in Arena, questa è un’altra data storica per la città», afferma il sindaco Federico Sboarina, «poiché vogliamo che le immagini di Verona allagata, diventino foto storiche di archivio. Per Veronetta», aggiunge, «si tratta di un problema decennale, oggetto di continue lamentele da parte di residenti e commercianti, ora possiamo finalmente annunciare l’avvio dei lavori». Il sindaco parla di «un cantiere che non poteva più essere rimandato», ringraziando Acque Veronesi «per la risposta tempestiva in termini di interventi e progettazione» e la Soprintendenza, chiamata a verificare l’idoneità di lavori in zone ricche di reperti storici. «Verona deve fare i conti con una rete di tubature degli anni ’30, solo in parte sostituite negli anni successivi», sottolinea l’assessore alle Strade Marco Padovani. «Cominciamo quindi dalle zone più critiche, ben sapendo che ci sono altri punti che necessitano di opere strutturali».A fornire i dettagli dell’operazione è il presidente di Acque Veronesi, Roberto Mantovanelli. «A Veronetta e nella zona del Teatro Romano e piazza Isolo», spiega, «c’è una rete fognaria particolarmente vetusta e l’intervento, per un costo complessivo di oltre 2 milioni di euro, dei quali 950mila a carico del Comune e un milione e 170 mila finanziati da Acque Veronesi andrà definitivamente a risolvere gli annosi problemi di allagamento». A gennaio avverrà la consegna dei lavori per la progettazione esecutiva, mentre i cantieri partiranno a primavera. Gli interventi più invasivi per la viabilità saranno programmati per i mesi estivi, in concomitanza con la chiusura delle scuole. «A Porta Borsari», prosegue Mantovanelli, «le opere fatte sono state impegnative per la presenza di reperti archeologici e sottoservizi di varia natura». Il progetto contempla un secondo stralcio per la costruzione di collettori di scarico in Adige di tutte le acque meteoriche in eccedenza lungo riva San Lorenzo e lungadige Panvinio. Questa seconda fase costerà circa un milione.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 15/11/2018

Note: Enrico Santi - foto servizio Marchiori