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LA STANGATA. L’ Autorità per l’energia elettrica e il gas ha approvato lo schema dei nuovi costi per il prossimo biennio.
Il direttore dell’Ato: «Ma il prezzo medio di vendita è ancora sotto la media nazionale» Mariotti (Acque Veronesi): «Per le famiglie rincari non superiori a 15 euro all’anno».

 

Acqua più «salata» per i veronesi. Anche se il prezzo medio di vendita resta al di sotto della media nazionale. La contrapposizione di valori aiuta a capire gli scenari veronesi dopo che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, responsabile del settore acqua, ha approvato lo schema delle nuove tariffe idriche. Stangata sulle bollette d’acqua? L’Autorità ha deciso per rincari di quasi 10 per cento per il biennio 2014-2015. Su una base di 40 milioni di utenti, solo 6 milioni beneficeranno di una potenziale riduzione del 10 per cento, generata da una situazione paradossale. Le 1250 compagnie i cui utenti pagheranno di meno, infatti, sono quelle che non hanno comunicato all’Autorità i dati necessari a determinare le tariffe. Un’inadempienza che andrà a favorire quindi direttamente l’utente. E a Verona qual è la tendenza? La spiegazione è affidata a Luciano Franchini, direttore di Ato (Autorità dell’ambito territoriale ottimale): «L’ac! qua potabile l’anno scorso a Verona costava 1,32 euro ogni metro cubo, cioè poco più di un centesimo di euro ogni dieci litri di acqua consumata, contro una media nazionale (dati Cittadinanza Attiva 2011) di circa 1,51 euro al metro cubo. Con gli ultimi incrementi approvati da Aeegsi il prezzo medio a Verona salirà, nel 2015, a circa 1,48 euro per ogni metro cubo. Verona, quindi, resta ancora al di sotto del prezzo medio di vendita nazionale, anche se, così facendo, piano piano scaleremo la classifica». 
Si parla di rincari dovuti all’attivazione di investimenti sul territorio. Quello di Acque Veronesi si attesta attorno ai 48 milioni lordi. Quali saranno i maggiori beneficiari di questi interventi nell’ambito del territorio veronese? Ancora Franchini: «Gli interventi sono distribuiti sul territorio dell’Ato “Veronese” (97 comuni della Provincia di Verona), e riguardano la costruzione di nuovi acquedotti, fognature ed impianti di depurazione, laddove ! ancora oggi mancano, e si aggiungono agli oltre 140 milioni di! euro già spesi a partire dal 2006. Purtroppo c’è ancora tanto da fare. Il vero problema, infatti è colmare il gap infrastrutturale che esiste tuttora nel nostro territorio, e che, storicamente, caratterizza maggiormente i comuni della provincia, più che il capoluogo. Il servizio idrico integrato vive, però, un periodo di incertezza normativa a partire dal referendum sull’acqua pubblica del 2011, con cambiamenti dei ruoli istituzionali nazionali che hanno apportato non poche novità, non sempre del tutto comprensibili. L’incertezza normativa si innesta, inoltre, nella crisi economica generale e dei mercati finanziari Il nuovo metodo di calcolo utilizza concetti di natura patrimoniale fino ad oggi non considerati ed è maggiormente orientato alla garanzia del mantenimento del fatturato nel tempo, a tutela degli investitori e dei creditori delle società di gestione. Il risultato per Verona è un drastico aumento delle tariffe, che in soli tre anni sono cresciute del 24,! 1 per cento. La contropartita è la possibilità per Acque Veronesi Scarl e per Azienda Gardesana Servizi SpA di utili zzare buona parte di queste somme supplementari per finanziare le nuove opere, così da ovviare, almeno parzialmente, alla loro difficoltà di accesso ad ulteriore credito bancario».
Le nuove tariffe, approvate lo scorso aprile dall’Assemblea dei sindaci, prevedono un incremento del 6,5% nel 2014 e anche nel 2015 per Acque Veronesi e del 3,1% (2014) e 3,5% (2015) per Gardesana Servizi. Secondo l’associazione Federconsumatori nel 2013 una famiglia veronese composta da 3 persone, con un consumo stimato di 150 metri cubi, per il servizio idrico integrato (acquedotto e depurazione) ha speso 190 euro, iva inclusa.
Il campione è stato di 112 città capoluogo. Secondo l’inchiesta, le tariffe di Acque Veronesi si confermano nella fascia più bassa e favorevole ai consumatori, ben al di sotto della tariffa media nazionale di 241 euro l’anno. La riflessi! one di Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi: «Dati important! i, che dimostrano come la nostra società sia efficiente e applichi tariffe contenute. Nonostante le difficoltà legate ad una situazione economica molto difficile, nel periodo 2014-2017 investiremo sul territorio 48 milioni di euro in infrastrutture attese da anni. Dalla data di avvio operativo (marzo 2007) a fine dicembre 2013, Acque Veronesi ha realizzato investimenti per oltre 100 milioni di euro. Investimenti resi possibili grazie anche all’approvazione delle nuove tariffe del servizio idrico che comporteranno per il 2014 e 2015 rincari contenuti per le famiglie veronesi, circa 15 euro all’anno». 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 27/11/2014

Note: CRONACA – Pagina 17