ITINERARI. S’inaugurava 12 mesi fa il progetto promosso dalla Diocesi, sostenuto da Banco BPM.
Boom di visitatori (il 23% stranieri), bilancio positivo nel primo anniversario. Ottocento i volontari. Il 16 dicembre lo storico Cardini ne parla in Gran Guardia

Svelare una piccola Città Celeste nel cuore di Verona e, al contempo, valorizzare un’area cittadina di solito relegata a mero ruolo di passaggio (pur affondando la sua più intima storia nel lontano Medioevo), tenendo aperte cinque straordinarie chiese e promuovendo un modo tutto nuovo di fare volontariato e di vivere il proprio territorio. Un obiettivo andato oltre le più rosee aspettative.Inaugurato esattamente un anno fa, alla presenza di Philippe Daverio, il progetto “Verona Minor Hierusalem. Una città da valorizzare assieme”, ha infatti calamitato sulla sinistra d’Adige quasi 83mila visitatori, il 23% stranieri e il 73% italiani, i quali, grazie a tale esperienza, hanno acquisito un’altra prestigiosa cittadinanza: quella della Piccola Gerusalemme che l’Arcidiacono Pacifico individuò nella mappa stretta tra colle San Pietro e Veronetta, proprio per quanti non potevano recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa.Forza del progetto, promosso dalla Diocesi di Verona e sostenuto da Banca Popolare – Banco BPM, sono gli 800 volontari (380 adulti, di cui una trentina universitari, e 420 studenti delle superiori inseriti nell’alternanza scuola-lavoro), che in questi mesi hanno messo a disposizione il proprio tempo nell’accoglienza dei visitatori e nell’allestimento di eventi e laboratori». Tutti accuratamente formati «e collocati dentro il puzzle organizzativo in modo da valorizzare il talento e professionalità di ciascuno», spiega la responsabile del progetto Paola Tessitore.Un format innovativo, che ha sperimentato anche la felice convivenza tra più generazioni, «creando un valore inestimabile al servizio del bene comune». E se gli studenti universitari vi hanno trovato un’opportunità formativa, grazie a tirocini, ricerche, incontri con professionisti, docenti e appassionati d’arte, quelli delle superiori hanno potuto misurarsi con le proprie inclinazioni, sviluppando nuove idee per la promozione della città. «Fiori all’occhiello», dice Tessitore, « i laboratori didattici, tra cui l’Ora et labora, allestito da volontari universitari a Santa Maria in Organo, dove partendo dall’analisi delle tarsìe lignee di fra’ Giovanni da Verona, ragazzi delle medie hanno imparato a riprodurre su tavolette in legno la prospettiva di cui il monaco olivetano era insigne maestro».Per festeggiare questo primo compleanno, ricorda Tessitore, «oggi, in Vescovado, presenteremo i risultati di uno studio dell’ateneo scaligero sul volontariato culturale, di cui Vmh è a ben dire capofila sul territorio».Rilevanti anche l’impatto culturale e spirituale, delegato in particolare agli itinerari a piedi lungo il percorso “Rinascere dall’Acqua, Verona Aldilà del fiume”, partecipati anche nelle condizioni meteo più avverse. «Abbiamo così recuperato l’idea del pellegrinaggio urbano, in cui anche il cittadino è chiamato a farsi, per un giorno, straniero, al fine di riscoprire la sua città da un’altra angolazione, sul binario arte e fede», commenta Martino Signoretto, Vicario diocesano alla Cultura, che definisce Verona Minor Hierusalem «un compimento della profezia dei nostri Padri, visionari di una città della pace da edificare già qui, sulla terra, e custodire tutti insieme».Ogni pellegrino, cittadino o turista, «mentre cammina si riscopre credente, perché la vera crescita spirituale avviene attraverso le pietre (di sepolcri, cripte, ponti, monumenti) che raccontano la storia della nostra città e della sua Chiesa».I festeggiamenti proseguiranno il 16 dicembre in Gran Guardia, con la lectio magistralis dello storico medievalista Franco Cardini «Una piccola Gerusalemme a Verona, compimento di una profezia». Un’occasione per restituire i frutti dell’esperienza di un anno e confrontarsi con i cittadini su nuove sfide possibili.

Francesca Saglimbeni

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 25

Note: Francesca Saglimbeni