Tursi, Pagliaccio e l'assessore Zanotto alla consegna della bandiera Fiab con i due «bike-smile» a Verona

MOBILITÀ URBANA. Due «bike-smile», su una scala di cinque, sulla bandiera gialla attribuita per la prima volta alla città dalla Federazione italiana amici della bicicletta
Zanotto: «Sfida per migliorare non solo estendendo la rete con gli interventi previsti ma anche ampliando le zone 30».
Il traguardo è lontano. Ma il ritmo di partenza è buono. Verona ha ora una bandiera gialla e due «bike-smile», gli «emoticon» con due ruote al posto degli occhi, attribuiti dalla Federazione italiana amici della bicicletta ai Comuni certificati come «ciclabili». Bolzano domina, tra i 36 virtuosi, seguita da Ravenna, Schio e molti altri. Tutti premiati a Verona. «Questa bandiera è una sfida, che condividiamo con la Fiab veronese, fatta di progetti e di investimenti», commenta il vicesindaco e assessore alla Viabilità, Luca Zanotto. «Stiamo cercando di proporre ai nostri cittadini un modo diverso di vivere e muoversi nella città». La scala Fiab conta cinque «bike-smile». «Tutti verificati, al di là delle dichirazioni ufficiali», precisa Alessandro Tursi, vicepresidente nazionale e ideatore dle progetto «Comuni ciclabili». Verona parte bene ma la strada è ancora lunga.«Di certo dobbiamo migliorare», ammette Zanotto. Elenca: «I tratti ciclabili tra Porta Palio e Castelvecchio, dalla diga del Chievo all’innesto con la pista verso Bussolengo, da via San Marco alla stazione di Porta Nuova e dal quartiere Saval a San Zeno sono tutti finanziati. Quattro chilometri di rete che rappresentano un ulteriore passo avanti». «Ma la cosiddetta “mobilità attiva” si favorisce anche migliorando la velocità commerciale del trasporto pubblico urbano e individuando nuove zone della città con limite di velocità fissato ai 30 chilometri, che consente la convivenza tra auto, biciclette e pedoni».L’obiettivo, per Verona, è ora di raggiungere i cinque «bike-smile». «Non tutti i politici e gli amministratori sono uguali, nonostante quanto di dice comunemente», chiarisce Giulietta Pagliaccio, presidente nazionale della Fiab. «Noi abbiamo lavorato al massimo negli ultimi trent’anni e, gradualmente, le amministrazioni ci seguono. Vale la pena di ricordare come una ragazzina di sedici anni (Greta Thumberg, ndr) ci stia ricordando quanto futuro stiamo rubando alle giovani generazioni e il ritardo che abbiamo accumulato nell’impegno a rimediare. In questo senso», conclude, «va dato merito ai Comuni che si impegnano per modificare questo stato di cose».Sullo schermo scorre la videoconferenza con il vicesindaco e assessore con delega ai Trasporti e agli Spazi pubblici di Parigi, Christophe Najdovski. Una metropoli, la capitale francese, che ha scelto di investire il 10 per cento del proprio bilancio nella mobilità ciclabile e, in senso lato, «sostenibile». «L’esempio francese è uno stimolo positivo e siamo convinti che questa sia la strada da seguire», commenta Luca Zanotto. «Con Fiab abbiamo un rapporto di collaborazione e dialogo costante per intervenire nel modo migliore possibile. Alcune buone pratiche le abbiamo già messe a punto, altre le stiamo condividendo». «Restano poi le azioni che incentivano il cambio di mentalità verso lo spostamento con mezzi alternativi a quello privato. È l’obiettivo delle domeniche dil Mobility Day, il cui scopo è dare ai veronesi l’opportunità di vivere la città senza auto, utilizzando la bici o l’ autobus o spostandosi a piedi».Bolzano attrezza ponti per il traffico ciclistico. Ravenna «raffina» una situazione già invidiabile. Schio, con 40 chilometri di rete ciclabile, mira alla «quota 70». Verona insegue, fresca di due «bike-smile». Ma in gara, dopo la fase «tattica», serve uscire dal gruppo e scattare avanti.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 13/04/2019

Note: Paolo Mozzo