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TRA I TURISTI. Verona? Piccola, bella, accogliente: gli stranieri non se la vogliono perdere, gli italiani ci ritornano spesso

Città d’arte, regina anche d’inverno
Chi fa parte di viaggi organizzati purtroppo ha solo due ore di tempo. Bocciate le scritte a Giulietta

Gruppo di turisti in città nonostante il maltempo .Verona ammirata, goduta e amata più di altre città turistiche italiane. Il tutto però molto in fretta, troppo in fretta purtroppo.Il budget di tempo che la maggior parte dei turisti straneri concede alla nostra città, prima di rimontare sul pullman, è di appena due ore. Quando va bene. Centoventi minuti per visitare l’Arena e la Casa di Giulietta, i due luoghi-simbolo irrinunciabili, più qualche altro monumento a discrezione della guida turistica: a volte Castelvecchio, altre piazza Erbe… Difficile pensare che persone provenienti dall’altra parte del mondo possano comprendere la veronesità con così poco.
La città, insomma, non riesce ad affrancarsi dal turismo mordi e fuggi. Tuttavia siamo fortunati: nei tour (de force) durante i quali i visitatori stranieri scoprono in una settimana le principali città italiane, Verona è quasi sempre inserita. Di solito fa da tappa intermedia tra Milano, dove si atterra e si sale sul pullman, e Venezia.
PICCOLA E ACCOGLIENTE. Comunque, anche in questo poco tempo, pare che Verona riesca a far colpo e che i visitatori rimpiangano di non potersi fermare un po’ di più. E cosa piace? Chiedendo ai diretti interessati, la risposta immediata è quasi sempre la stessa. Verona è «small, beautiful and comfortable», piccola, bella e accogliente. Il centro «si gira a piedi senza fatica», ci sono i «monumenti sorprendenti, come l’Arena» ma anche «molti bei negozi dove fare shopping»: succede che le signore optino per una rassegna di boutique di moda invece che di musei.
GLI STRANIERI. Capita di raccogliere commenti insoliti: «Siamo appena stati a Milano. Caspita, era vuota nonostante i saldi. Davvero in Italia c’è la crisi! Ma qui finalmente vediamo un po’ di vita. E troviamo un clima meno freddo», esclama Anwar Alibrahim, 38 anni, docente di un gruppo di 58 studenti universitari del Kuwait.
«Io ero già stata una volta a Verona e mi era molto piaciuta, perché piccola e curata, con bei palazzi e monumenti», racconta l’insegnante. «Ecco perché ho insistito per inserirla nel nostro viaggio in Italia. Abbiamo due ore di tempo in cui vedremo l’Arena e la Casa di Giulietta. Poi ripartiremo verso Venezia. Domani saremo in Toscana, a Firenze e forse a Pisa. Dopodiché andremo a Roma, ultima tappa».
È ora di pranzo e il gruppo di kuwaitiani s’informa anche per un posto dove andare a mangiare. Si accomoderebbero volentieri in un locale tipico per gustare la cucina locale. Ma il tempo è tiranno e probabilmente dirotteranno su un «fast food». Ahinoi.
I fidanzati Stefan e Yuko, trentenni orientali residenti in Germania, sono venuti a Verona perché trovano che sia «a good place to relax», un luogo rilassante e romantico. In realtà soggiornano sul lago di Garda, dove hanno già visitato Riva e Malcesine. Della terra scaligera apprezzano in particolare «the weather», il tempo, sebbene in questi giorni debbano passeggiare abbracciati sotto l’ombrello, e «the food», il cibo: polenta, tortellini, lesso, elencano storpiando i nomi.
GLI ITALIANI. I turisti italiani magari spendono meno in ristoranti e negozi, però si dimostrano più ferrati sull’offerta culturale, e talvolta pure più curiosi di indagare gli scorci suggestivi meno frequentati.
I fratelli torinesi Fabrizio ed Enrico Nicoletti, 36 e 31 anni, insieme all’amica Annamaria Nuzzo, 35, si sono informati in internet, e hanno in programma di visitare in due giorni «Sant’Anastasia e le altre chiese storiche, la Torre dei Lamberti, il rione di San Zeno, la Casa ma anche la Tomba di Giulietta, e… il Museo della radio: ci è stato detto che è particolare e affascinante».
«Di questa città mi piace tutto», commenta il signor Renzo di Reggio

Emilia che, neanche a farlo apposta, di cognome fa Verona. «Non è la prima volta che vengo. Sono tornato, con moglie e figli, per la mostra “Verso Monet”: bellissima. Adesso faremo un giro nei musei civici».
«Posso dire una cosa che non mi piace?», interviene la signora Verona. «Quelle scritte alla Casa di Giulietta: davvero brutte e degradanti. Andrebbero proibite».L.Co.

 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca pag.7

Data: 6/01/2014

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