La mostra allestita alla Gam con le opere di Ugo Zannoni: il bozzetto in bronzo di Dante

LA MOSTRA. Aperta fino al 31 gennaio, Oggi e domani ingresso a 1 euro
Neppure trentenne, realizzò la statua di Dante oggi in piazza dei Signori, simbolo delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Poeta. Sue molte sculture in città.
La sua fama è legata in particolare a un monumento simbolo di Verona, la statua di Dante che dal centro di piazza dei Signori rivolge lo sguardo ai palazzi Scaligeri, dove il vate fiorentino fu accolto negli anni dell’esilio.Ugo Zannoni la scolpì non ancora trentenne, aggiudicandosi la vittoria di un importante concorso promosso nel 1865 in occasione del sesto centenario della nascita del sommo poeta. L’episodio, cruciale per il suo percorso artistico, è tutto racchiuso nel bozzetto in bronzo di quel Dante austero, con la «Commedia» in mano e la mente assorta, che è tra le prime opere ammirabili visitando il percorso espositivo «La mano che crea. La Galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919). Scultore, collezionista e mecenate» che sancisce la riapertura al pubblico, da oggi, della Gam «Achille Forti».Oltre a riscoprire un’importante figura dell’Ottocento veronese e uno spaccato dell’affascinante mondo del collezionismo, «la mostra è stata concepita come anticipazione delle proposte culturali che da settembre animeranno l’anno dedicato ai 700 anni dalla morte di Dante», sottolinea l’assessore alla Cultura, Francesca Briani, alla guida del comitato civico delle celebrazioni.È visitabile fino a tutto gennaio 2021, oggi e domani al prezzo speciale di un euro. La biglietteria è attiva, ma il ticket si può acquistare anche online prenotando l’orario d’ingresso. Il progetto è curato dalla direttrice dei Musei civici Francesca Rossi e da un comitato scientifico composto da Maddalena Basso, Camilla Bertoni, Elena Casotto, Tiziana Franco, Sergio Marinelli, Patrizia Nuzzo e Pietro Trincanato. Raccoglie 200 opere della collezione personale di Zannoni: gessi, sculture, vedute e ritratti che l’artista donò ai musei veronesi, diventando così il «padre» della prima galleria d’arte moderna cittadina. L’allestimento, nell’ampia quarta sala della Gam, rievoca da un lato l’atelier dello scultore e dall’altro la collezione della sua famiglia, che annovera artisti come Domenico Induno, Filippo Carcano, Angelo Dall’Oca Bianca e Francesco Danieli. «Allacciandosi alla tradizione di studiare a fondo il patrimonio cittadino, i Musei civici organizzano un tributo a uno dei loro mecenati che è anche una proposta in linea con le esigenze post-Covid di rivolgersi prevalentemente alla comunità locale», spiega Francesca Rossi. «La una mostra rivaluta criticamente la figura di Zannoni e un intero periodo della storia dell’arte che solo negli ultimi decenni sta conoscendo una riabilitazione, dopo essere stato spazzato via dalle avanguardie». Dalla statua di Dante in poi, Zannoni è stato un simbolo della costruzione dell’identità municipale. Ha abbellito la città con diverse sculture, tra cui il monumento ad Aleardo Aleardi in corso Cavour.Le sue opere vennero esposte a Londra, Monaco e New York, lui divenne ospite fisso alle Esposizioni universali, ma di Verona non si scordò mai. «Negli ultimi anni di vita fu professore alla scuola del patronato operaio dei Padri stimmatini. Lui, che aveva sostituito il pittore Francesco Hayez come consigliere dell’Accademia di Brera, non insegnò mai a Brera, ma ai meno fortunati di Verona», dice Rossi. Sulla scorta, la mostra è stata pensata anche come un laboratorio di formazione per gli universitari di Verona, che stanno catalogando tutte le opere (esperienza raccontata in alcuni video proiettati a ciclo continuo in un’ultima sala espositiva), e per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, che hanno partecipato alla costruzione di una linea del tempo dedicata ai mecenati veronesi, da Scipione Maffei ad Achille Forti.

Tratto da: L'Arena - cultura . pag.52

Data: 27/06/2020

Note: Laura Perina - foto Marchiori