Il presidente dei Geometri Fiorenzo Furlani e l'assessore Ilaria Segala

DIBATTITO. Le idee emerse nel convegno organizzato dal Collegio e dalla Società cooperativa

Il presidente Furlani: «Il concetto di ostacolo va associato anziché alla persona disabile all’ambiente» Nuova metodologia progettuale.
Una città sempre più accessibile e accogliente: dagli spazi pubblici agli esercizi commerciali e strutture ricettive. Tutt’altro che utopia per la «Verona senza barriere» su cui il Collegio Geometri di Verona sta riprogrammando i propri obiettivi, invitando tecnici e professionisti del territorio ad acquisire competenze utili per riprogettare l’ambiente – urbano e non – in maniera inclusiva. Molti gli spunti emersi al convegno organizzato dal collegio e dalla Società cooperativa Geometri, nell’auditorium del Banco Bpm (Zai), per sensibilizzare colleghi, giovani studenti e amministratori locali. Il primo passo è «ribaltare il concetto di ostacolo, generalmente associato alla persona disabile, anziché (come dovrebbe essere) all’ambiente in cui viviamo, e arrivare a progettare senza barriere come se fosse una prassi ordinaria, non un approccio eccezionale», ha sottolineato Fiorenzo Furlani, presidente del Collegio Geometri di Verona, con il plauso del vescovo Giuseppe Zenti. A tal fine occorrono professionalità, conoscenza delle norme, sensibilità. «Ciò che dal nostro punto di vista deve imporsi è una rinnovata metodologia progettuale, in grado di creare luoghi aperti e fruibile al maggior numero di persone, a prescindere dalle condizioni psico-fisiche di ciascuno». NEGOZI ACCOGLIENTI. Impegno che nel capoluogo scaligero ha già trovato parziale traduzione nell’iniziativa «Negozio accogliente», prontuario a disposizione dei commercianti che vogliano rendere i propri locali alla portata di tutti, redatto dal Collegio Geometri in collaborazione con i fondatori di Yeah Marco Andreoli e Fabio Lotti, e con l’Assessore alla Programmazione interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche Ilaria Segala, secondo la quale «il cliente con disabilità ha le stesse necessità degli altri, solo che per rispondervi occorre qualche accortezza in più». In un ristorante, ad esempio, sarebbe buona norma collocare gli arredi in modo da non ostacolare il passaggio delle carrozzine; e nei bar, prevedere una parte di bancone ribassata che faciliti la consumazione. «Gli esercenti che aderiranno, apportando modifiche logistico-strutturali alla loro attività (o in fase di progettazione), potranno fregiarsi di un logo ideato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti, guadagnando credibilità anche nell’ambito del turismo accessibile», ha detto Segala. MAPPATURA DELLE BARRIERE. Un altro contributo arriva dalla mappatura delle barriere architettoniche in centro storico, «analizzate una per una, proprio per studiare l’intervento di abbattimento più adeguato».Nel frattempo, i geometri in erba dell’Istituto Cangrande, guidati dal docente Aldo Romanelli, hanno lavorato a un rilievo topografico degli ostacoli che, da piazza Isolo all’area verde della Giarina, rendono il percorso piuttosto impraticabile, al fine di sottoporre tali criticità ai tecnici comunali e proporre soluzioni innovative di accessibilità. Accessibilità che, secondo Paolo Nicolosi, del Consiglio Nazionale Geometri, «passa anche dalla comunicazione. Indicazioni come “ascensore (o toilette) per disabili”, con immagini che alludono alla disabilità fisica sono di per sé discriminanti», ha detto, invitando ad abbattere prima di tutto le barriere mentali.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 9

Note: FRANCESCA SAGLIMBENI -