MOBILITÀ URBANA. I passaggi nella giornata «sostenibile» segnano una crescita del 16 per cento

Veronesi sempre più amanti delle due ruote a pedali. L’indagine degli Amici della Bicicletta registra un dato in aumento del 16 per cento. E intanto sia l’amministrazione comunale che i giudici sembrano schierarsi con favore dalla parte di chi applica una mobilità sostenibile e a impatto zero.Il 19 settembre i volontari delle Fiab, come avviene ormai da una decina d’anni, in occasione della settimana europea della mobilità sostenibile, si sono posizionati dalle 7 alle 9.30 ai dieci varchi di accesso al centro storico, per contare uno a uno i passaggi di chi viaggia a pedali. In tutto sono state segnate 5.283 crocette, il 16 per cento in più rispetto alle 4.572 del 2017, e il 10 in più rispetto alle 4.801 dell’anno precedente. Tutti i varchi, hanno registrato un segno positivo in percentuale, fino al 30 in più di Ponte Garibaldi e Corso Milano e il 28 dei portoni della Bra.«Stiamo assistendo a una sorta di ritorno al passato, visto che il picco più negativo è del 2014, quando da quasi 6mila ciclisti se ne sono contati 5.100», evidenzia il vicepresidente della Fiab di Verona, Giorgio Migliorini. «O abbiamo fatto la conta in una giornata particolarmente mite oppure l’inversione di rotta in Comune, con i mobility day e gli investimenti per le nuove ciclabili tra il Chievo, Boscomantico e la stazione, al Saval e tra Porta Palio e via Roma, sta iniziando a dare frutti».«Si tratta forse dell’onda lunga di un cambio di mobilità», incalza il presidente Corrado Marastoni, notando come nell’ultima tornata elettorale si sia molto parlato di mobilità sostenibile. «Passiamo il dato a Palazzo Barbieri, perché trovi i modi per servire sempre meglio sia i ciclisti urbani e dei quartieri».Un passo importante a Palazzo è già stato fatto. La tradizionale giornata per la mobilità che da qualche anno veniva proposta in concomitanza con il CosmoBike, quest’anno slittato a febbraio, si terrà infatti oggi in Consiglio comunale dove sono attesi un centinaio di esperti di mobilità ciclistica. Nel pomeriggio, sempre in Comune, la sala Arazzi aprirà le porte ai grandi comuni italiani che aderiscono alla rete «Comuni Ciclabili» della Fiab, in un convegno organizzato con l’Università e gli ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti di Verona.«Speriamo che sia la volta buona che anche Verona decida di far parte della rete, sottoponendosi all’apposita valutazione», commenta Marastoni, annunciando che oggi, alle 17, piazza Bra sarà anche meta di incontro dei partecipanti alla Bicistaffetta Fiab che sta attraversando il nord Italia, nell’itinerario cicloturistico Aida, Alta Italia Da Attraversare.«Proprio questi giorni registrano una novità assoluta dal punto di vista giuridico», evidenzia Migliorini, riferendosi al caso del febbraio del 2017, quando alcune biciclette legate a un palo dell’illuminazione in via Usodimare 3, nel quartiere Catena, erano state rimosse dagli agenti della Polizia municipale su richiesta di un amministratore di condominio infastidito dalla loro presenza. A giugno uno degli architetti veronesi che si era opposto alla multa ha ottenuto ragione dal giudice di Pace Franco Guidoni, il quale ha accolto il ricorso e annullato il verbale. Ora anche un’altra persona ha vinto il ricorso, presentato come gli altri dall’avvocato Renzo Segala. Il giudice di Pace, Giuliano Crivellaro, parla di un caso «addirittura paradossale», escludendo la responsabilità amministrativa della ciclista, che non avrebbe avuto alternative.Conclude Marastoni: «Ogni giorno siamo di fronte alla contraddizione di non poter legare la bici in strada in modo legale. Bisognerebbe che l’amministrazione prendesse il coraggio di iniziare a togliere posti auto per mettere rastrelliere. La gente forse nell’immediato insorgerebbe, ma i benefici sarebbero poi evidenti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'arena giornale di verona

Data: 28/09/2018