Veronetta, la riscoperta passa anche dai giardini «nascosti»

L’EVENTO. Sono 18 gli spazi verdi privati accessibili nel fine settimana dedicato a un format importato per la prima volta
Partenza dal piccolo gioiello di palazzo Migliarese in via XX Settembre: alberi da frutta, cespugli fioriti e un filare di viti.
Spazi per lo più inaccessibili, perciò sconosciuti, ma che raccontano la storia del quartiere. Sono i giardini incastonati fra i palazzi di Veronetta: 18 quelli visitabili durante il fine settimana della manifestazione «Giardini aperti», fino a stasera alle 18.30 e anche in caso di maltempo, previo acquisto del biglietto (8 euro, mentre i bambini sotto i 13 anni non pagano) allo Iat di via Degli Alpini e alla funicolare di Castel San Pietro. Sono già 400 i veronesi e i turisti che si sono messi in fila per scoprirli, in mano la mappa dei luoghi che viene fornita acquistando il ticket insieme a una brochure con annotazioni botaniche e storiche.Fra questi gioiellini c’è il piccolo polmone verde di palazzo Migliarese, un tempo dimora dei Maffei, al civico 35 di via XX Settembre. Oggi vi crescono alberi da frutta, cespugli fioriti e un filare di viti, ma in origine era un «brolo», ossia un orto dove in tempi non sospetti veniva anche allestito anche un mercatino a chilometro zero. Da lì, ieri mattina, il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Cultura Francesca Briani e il presidente della prima circoscrizione Giuliano Occhipinti hanno inaugurato la due giorni, promossa dal Comune in collaborazione con l’associazione Giardini Aperti Verona, di cui erano presenti alcuni membri. Il percorso va dalla residenza universitaria dell’Esu in piazzetta Corte Maddalene al Giardino Giusti, passando per Parco Alto San Nazaro, i giardini dei monasteri Casa Nazareth e Istituto Figlie di Gesù, una nutrita serie di palazzi privati di pregio e una parte di percorso delle mura. Si toccano tutti i rioni, da San Giovanni in Valle a Santo Stefano. «L’iniziativa», ha detto Briani, «oltre a dare visibilità ad alcuni dei più bei giardini in città, è una splendida occasione per fare un giro a Veronetta, zona molto viva e vivace di cui si parla ancora in termini negativi per mancanza di consapevolezza». «Giardini aperti» non è un unicum in Italia, anche se per Verona è una prima assoluta. L’idea di trasportare il format in riva all’Adige è dell’architetto paesaggista Maria Giulia Da Sacco, che presiede l’associazione Giardini Aperti Verona. «L’amministrazione l’ha accolta di buon grado e ha suggerito di organizzarla a Veronetta», spiega lei, proprietaria di Villa La Valverde, corte agricola del Cinquecento sulla strada per Montorio con sei ettari di terra trasformati in fattoria didattica, con tanto di «asilo nel bosco» con 40 bimbi iscritti. «Veronetta è un quartiere ricco di verde e così è nato un tour di trekking urbano molto interessante. La prossima edizione vorremmo riproporla qui, magari ampliandola», specifica. L’evento è parte di un progetto di riqualificazione urbana che Palazzo Barbieri porterà avanti anche grazie ai 18 milioni messi a disposizione dal governo attraverso il Bando Periferie, per cui sono previsti interventi a palazzo Bocca Trezza e all’ex caserma Santa Marta. «Il finanziamento è stato garantito, per cui stiamo andando avanti con l’iter», spiega il sindaco. E in merito all’evento, Sboarina fa anche una riflessione sociologica. «Tanti che prima erano residenti a Veronetta si sono trasferiti e hanno affittato i propri appartamenti. Oggi stiamo assistendo al ritorno dei veronesi. Sono sicuro che le iniziative a favore del quartiere porteranno nel giro di poco tempo a una riqualificazione completa».

Data: 26/05/2019

Note: Laura Perina - foto Marchiori