Via Santa Chiara poco dopo la fine del nubifragio: la grande quantità di pioggia caduta in poco meno di due ore ha allagato la strada e creato disagi in tutta Veronetta FOTOSERVIZIO GIORGIO MARCHIORI

DISAGI. La conformazione della zona e la concentrazione di molta pioggia in poche ore tra le cause dell’allagamento
Il presidente di Acque Veronesi ribadisce che non esistono soluzioni immediate L’11 settembre è prevista la riapertura al traffico di via Interrato dell’Acqua Morta
ALESSANDRA VACCARI
Una notizia bella e una brutta. Quella bella è che come da programma per l’inizio delle scuole, l’11 settembre, Interrato dell’Acqua morta riapre al traffico.Martedì 10 nel pomeriggio si smonta il cantiere. Ieri mattina è slittato il sopralluogo dell’assessore alle strade Marco Padovani assieme al comandante della polizia Locale Luigi Altamura. Questo cantiere, non previsto in verità, ha creato problemi di traffico nonostante la presenza quasi costante di un vigili a regolamentare il traffico proveniente da lungadige Re Teodorico. Ma il cronoprogramma è stato rispettato.La notizia brutta è che quello che è accaduto ieri con la pioggia potrà accadere di nuovo. Non c’è modo di evitare allagamenti e sversamenti. E che per questo, proprio perchè senza i lavori non c’è modo di porre rimedio, Comune e Acque Veronesi hanno investito due milioni di euro per sistemare i problemi.Ieri mattina è stata davvero complicata anche per l’assessore alle Strade Padovani, subissato di telefonate non soltanto dei cronisti, ma anche di residenti imbufaliti.«Non è il Comune che sta facendo i lavori, è Acque Veronesi. Non voglio sottrarmi alle responsabilità, ma davvero il Comune non c’entra noi finanziamo una parte del progetto. E i cantieri sono aperti, ma serve tempo per fare i lavori. Non è che la situazione è cambiata rispetto a mesi fa. Se prima non vengono fatti i lavori questa purtroppo è la situazione», ha detto Padovani.Già in mattinata, via Ponte Pignolo, la strada che collega via Santa Chiara e a via Interrato dell’Acqua morta, dove c’è un altro cantiere aperto che non era in preventivo, ma s’è dovuto aprire, c’erano alcune decine di centimetri di acqua. A peggiorare la situazione l’allagamento di via Santa Chiara che è stata chiusa al traffico fino a mezzogiorno ed era quella l’unica strada per i residenti della zona per arrivare verso Borgo Trento. Poi un camion del cantiere di via Ponte Pignolo s’è piantato nella melma e non c’è stato verso di muoverlo se non con una gru.IL PRESIDENTE. «Non ci servivano ulteriori conferme: quanto si è verificato oggi è il motivo per cui stiamo facendo i lavori a Veronetta», dice Roberto Mantovanelli, presidente di Acque Veronesi.«Parliamo di una zona soggetta ad allagamenti molto impattanti per la viabilità e per i residenti, per questo il Comune di Verona, con la nostra collaborazione, ha iniziato a giugno un cantiere che durerà almeno un anno e che ci dovrà portare a diminuire drasticamente il rischio che questi eventi si ripetano. I lavori proseguono come da programma, il cantiere sarà smobilitato per la data prevista del 10 settembre. Anche per reperire i fondi, s’è perduto del tempo, il Comune non li aveva. È una spesa molto elevata».E aggiunge: «Se ci fosse una soluzione alternativa la metteremo in atto, ma non c’è. Non riusciamo a fare in modo diverso da questo. Possiamo soltanto sperare che da qui a giugno 2020 ci siano poche piogge», conclude sconfortato.Il Comune ha la competenza sulle acque bianche, Acque Veronesi su quelle miste e quelle nere.I fenomeni di allagamento che hanno interessato queste zone non sono da imputare solamente a carenze della rete di collettamento, ma anche ad una serie di situazioni concomitanti come la particolare morfologia a conca delle aree oggetto di intervento; le mutate condizioni meteorologiche che, a parità di precipitazione annua totale, si manifestano con eventi concentrati di maggiore intensità; la difficoltà riscontrata nel raccogliere e canalizzare l’acqua meteorica su percorsi acclivi e fortemente urbanizzati; lo scarico sul sedime stradale delle acque meteoriche raccolte dai tetti delle abitazioni. L’analisi degli aspetti critici citati ha portato a delineare una linea di intervento progettuale sia su scala di bacino, con un potenziamento del sistema di captazione superficiale ed un adeguamento della rete di condotte, sia su scala locale con la realizzazione di opere puntuali in grado di eliminare le problematiche di allagamento delle zone residenziali di valle a causa del convogliamento di acque meteoriche non intercettate che, per ruscellamento, scorrono sulle superfici pavimentate.La situazione dunque per ora resta davvero complicata per i residenti. La speranza è che i lavori proseguano spediti e ci siano davvero poche piogge abbondanti.

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 7/09/2019