Il grande magazzino Coin di via Cappello: la chiusura del portico rientra nel restyling della strada

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Commercianti e residenti soddisfatti per l’intenzione del Comune di migliorare percorribilità ed estetica della strada
«Da tempo ha un aspetto trasandato, cambiare è necessario». «Ormai è solo un passaggio per il Cortile»
LAURA PERINA

Via Cappello si rifarà il look. La novità è trapelata nei giorni scorsi e riguarda l’intento dell’amministrazione comunale di sistemare tutto il tratto storico fino a via Leoni. Per i dettagli bisognerà aspettare, anche perché l’opera dovrà andare a braccetto con il riordino del complesso cortile-casa di Giulietta arrivato alle battute finali, dopo vent’anni di parole e zero fatti.Intanto la possibilità di migliorare percorribilità ed estetica di via Cappello raccoglie il plauso quasi unanime dei commercianti e degli esercenti. «La strada ha bisogno di essere valorizzata», commenta Tommaso Gaspari, titolare dei due empori Armani e del negozio di abbigliamento per bambini Bon Bon che affaccia sulla via da quarant’anni. «Da tempo ha assunto un’aria trasandata rispetto, per esempio, a corso Porta Borsari che ha fattezze simili. È un peccato, perché via Cappello è molto trafficata dai turisti ed è l’anello di congiunzione fra San Fermo e il cuore di Verona, ovvero piazza Erbe».È COSÌ fin dai tempi antichi: via Cappello è sul tracciato del “cardo” romano, la strada che partendo da porta Leoni raggiungeva il foro – oggi piazza Erbe – per andare a incrociare il “decumano” – oggi coro Porta Borsari e corso Sant’Anastasia.In centro storico è una delle strade dello shopping, eppure è considerata la sorella minore, e in un certo senso meno nobile, di via Mazzini «che invece è più elegante, per via della pavimentazione chiara e di una buona illuminazione». I sanpietrini, tipici delle strade romane, «hanno un fascino diverso, adatto ai siti storici», considera ancora Gaspari.

SECONDO ALTRI, un intervento è necessario anche per ridurre il rischio dei danni da maltempo, ormai frequente e sempre più implacabile.«Se sistemassero la strada noi saremmo contenti, perché piove dentro il negozio», spiega Davide Albertini, titolare del brand made in Italy Giuliettaverona al civico 10/b, di fronte al sito turistico più celebre della città, e in precedenza di uno store aperto nel 2002 al civico 26, dove oggi si trova una gioielleria. Il problema è il tombino della Siptel prospiciente l’ingresso, «non è stato reso impermeabile e ogni volta che c’è un temporale forte ci troviamo l’acqua all’interno del magazzino», racconta. «Sapendolo, siamo già pronti con secchi e aspiratore, e la merce è tutta rialzata da terra per evitare danni».L’ultimo rifacimento di via Cappello risale al 2004, anno in cui, prima di sostituire i cubetti in porfido, si lavorò sulle tubature per evitare i danni alle cantine durante gli acquazzoni.

IL TALLONE D’ACHILLE rimane il sito turistico del cortile di Giulietta, su cui – e concordano tutti – bisogna intervenire per prima cosa. Mentre Silvana Cordioli, moglie del titolate della storica pasticceria di via Cappello che è un osservatorio privilegiato della città antica, racconta: «Io sono qui dal 1974 e ho visto questa strada perdere la sua identità. È stata una delle vie principali di Verona mentre oggi è relegata semplicemente a luogo di passaggio verso il cortile di Giulietta».Bene, dunque, una valorizzazione che passa attraverso un riordino e il miglioramento dell’estetica, a patto che «ci si ricordi degli scavi a porta Leoni e di San Fermo, segnalandoli opportunamente e facendoli diventare mete turistiche. Così tornerebbe a vivere anche il tratto che dal cortile porta alla chiesa»

Tratto da: arena giornale di verona

Data: 6/11/2018