Via Cesiolo, spazio alle bici sul marciapiede: i residenti perplessi. I ciclisti attendono da tempo la possibilità del «contromano» su via Cesiolo, ma questa soluzione non manca di suscitare proteste. C’è anche chi la ritiene impossibile. Il problema è noto: via Cesiolo è percorsa dai ciclisti in contromano e a nulla servono le sanzioni. Si preferisce comunque «rischiare una multa piuttosto di un incidente lungo via Mameli», dicono due giovani sul sellino. Ora, dalla seconda circoscrizione arriva la soluzione di portare le bici sul marciapiede, con qualche piccola modifica. Un tratto esiste già.Lo annuncia il coordinatore della commissione Mobilità, Alberto Grigoletti (Lega Nord), e lo sostiene la presidente Elisa Dalle Pezze (Pd). L’obiettivo è risolvere un annoso problema. Guardando alle piste ciclabili è questo «uno dei tratti mancanti», commenta Grigoletti. «Si tratta del percorso Quinzano-Avesa-Ponte Crencano-Pindemonte-Centro storico. Serve una soluzione adeguata e in sicurezza. Mancata sinora». La possibilità di una via Cesiolo ciclabile a scendere è un’idea mai tramontata e la nuova proposta nasce da un lavoro congiunto dopo un sopralluogo per una prima verifica. «Proponiamo una pista ciclabile unidirezionale da via Monte Ortigara a via Mameli, cioè a scendere», continua.«Per la salita non ci sono difficoltà essendo già una strada con limite di 30 chilometri orari. Le normative indicano alcune misure per poter creare una pista ciclabile anche con piccole deroghe: da un metro e cinquanta per la sezione minima si può arrivare ad un metro. In tutto il percorso le dimensioni ci sono tranne in un breve tratto, dove attualmente le dimensioni sono di 90 centimetri. In questo punto si dovrebbe scendere e procedere a piedi per poi riprendere sul sellino. Aspettiamo ora la fattibilità da parte degli Uffici comunali».Dubbi e perplessità, però, rimangono. «Pensare di scendere sul marciapiede di via Cesiolo con le auto che salgono ritengo sia pericoloso», dice la vice presidente Patrizia De Nardi (Lista Tosi). «Un ciclista che va in contromano dove non dovrebbe, presta attenzione. Diversamente, corre senza guardarsi attorno. In ogni caso, va posta una valutazione sul marciapiede e sugli stalli auto che si incontrano. Meglio la discesa da via Passo Buole e l’ingresso in ospedale, aprendo un varco». Sul posto, c’è chi indica una mamma con un passeggino e più in là una signora anziana con la borsa della spesa. «Dove andranno? Saranno obbligate a scendere?». Se la pista ciclabile su via Cesiolo sarà disegnata sul marciapiede nei suoi punti più stretti qualcuno dovrà scendere. Insomma, la via che collega il quartiere Pindemonte con Borgo Trento resta un rebus. Tra i residenti, Cristian Perizzolo riprende il problema del parcheggio: «Sono già pochi per le necessità di chi abita. Spesso si ha più di un’auto per famiglia e i garage sono insufficienti». Il problema su via Cesiolo si concentra su 200 metri, cioè il tratto tra via Nervesa e poco oltre via Fratelli Bronzetti. È qui, semmai, che potrebbe essere istituita una zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione di chi va a piedi: il limite di velocità passa a 15 chilometri l’ora e si consente il doppio senso alle due ruote con i pedali. Una proposta fatta propria dagli Amici della Bicicletta. Che non dispiace neppure ai residenti.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Note: Marco Cerpelloni