BORGO TRENTO. La provocazione di un gruppo organizzato di residenti
Si vuol far capire quanto è pericolosa questa strada L’ipotesi è una corsia per i mezzi pubblici e l’altra per le due ruote. Le auto? Solo quelle dei residenti
MARCO CERPELLONI

Via IV Novembre durante i lavori di quest’estate per riasfaltare
Stop al traffico in via IV Novembre. Auto ferme per i non residenti. Ma è una provocazione.Un sondaggio sul sito facebook del Gruppo di Borgo Trento colloca la proposta al quarto posto, anche se irrealizzabile. «Si vuol far emerge la pericolosità della principale strada del quartiere», dice l’amministratore del gruppo Paolo Padovani. Così, traffico e proposte sono in agenda per oggi alle 18, con l’invito a partecipare all’Aperitivo d’Autunno per «passare da una conoscenza virtuale a una reale» che si terrà nel bar enoteca Dal Zovo. Sarà l’occasione per «toccare con mano il problema» considerato che l’appuntamento è proprio in via IV Novembre e con il grande rientro stanno riaffiorando pure tutti gli altri grattacapi sulla viabilità all’interno del quartiere.Rispuntano puntuali, con l’autunno, le auto in sosta selvaggia sulle strisce pedonali, negli incroci, sugli stalli per motorini e in doppia fila. In viale della Repubblica c’è persino un divieto di sosta costantemente ignorato e spesso impunito.Per non parlare dell’uso indiscriminato delle quattro frecce per fermarsi troppo a lungo: un esempio sono le auto di alcuni genitori che accompagnano a scuola i figli o di qualche cliente di negozi e supermercati.Borgo Trento, si sa, è un quartiere ormai destinato a parcheggio. Soprattutto alla sera e nei fine settimana. Ma non va neppure meglio durante i giorni feriali con le auto in sosta di chi lavora in centro storico.Via IV Novembre resta, comunque, la strada più penalizzata dai veleni del traffico e rimane «la più pericolosa per l’alta concentrazione di auto e moto», afferma Padovani. «Dove c’è difficoltà ad attraversare a piedi persino sulle “zebre”. Infatti gli alberi abbelliscono sicuramente la passeggiata ma “nascondono” la visibilità dei pedoni che, di fatto, sbucano all’improvviso da dietro un cespuglio. Da qui, la proposta di chiudere la strada alle auto dei non residenti, lasciando solo mezzi pubblici e biciclette. Una soluzione “parziale”, come è stato sottolineato da più parti, perché il problema del traffico riguarda tutto il quartiere».Rispunta un’idea: disegnare una “congestion charge”. «É la proposta di creare un’area test che comprenda l’intero quartiere a sud di piazza Vittorio Veneto con viabilità a pagamento», continua Padovani. «Il provvedimento andrebbe a dissuadere i non residenti a transitare nel quartiere e sarebbe una risorsa economica per la cosiddetta “mobilità alternativa”. Soluzioni simili hanno già funzionato in Italia e all’estero, dove sono più diffuse. Con aree di questo genere si è pure ridotto fortemente l’inquinamento. Certo, si tratta di scelte radicali e coraggiose. Ma che propongono una visione “lunga e prospettica” della città».Tra le proposte ci sono il ripristino del vigile di quartiere, l’installazione di dossi per limitare la velocità e la creazione di isole pedonali al centro di via IV Novembre per eliminare anche l’abitudine alla doppia fila.A queste si aggiunge un’altra idea complementare alla prima, sicuramente originale se non rivoluzionaria: portare via IV Novembre su due corsie, una per i mezzi pubblici e l’altra per le sole biciclette. Fatto salvo il passaggio per i residenti con passo carraio sulla strada.Non è dimenticato neppure il filobus che con il suo futuro tracciato potrebbe cambiare del tutto l’attuale viabilità, anche all’interno del quartiere di Borgo Trento. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Data: 21/09/2018

Note: cronaca