Barriere architettoniche vicino alla Tomba di Giulietta

URBANISTICA. La Giunta adotta lo strumento elaborato dopo uno studio di professionisti, che ha analizzato sul campo tutti i problemi ed elaborato interventi e costi
Da strade a marciapiedi a scalinate e piazze presenti in centro storico. Mappatura e soluzioni
Dal marciapiede troppo elevato alla strada sconnessa. Dal cestino rifiuti collocato in maniera sbagliata fino alla scalinata senza scivolo, impossibile da percorrere, ovviamente da chi si muove in carrozzella o da una persona non vedente, ma che presenta difficoltà anche a un anziano, a una persona disabile o a un bambino. Strada per strada, vicolo per vicolo, ma anche piazze e piazzette, tutti i luoghi del centro storico all’aperto. L’analisi delle varie situazioni, le soluzioni, la spesa per i lavori per rimediare: è tutto quanto contenuto nel Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, cioè il Peba, adottato ieri dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’urbanistica, all’ambiente e all’eliminazione delle barriere architettoniche, Ilaria Segala.Realizzato dall’architetto Stefano Maurizio, dello Studio Maurizio, di Venezia, e dal dottor Leris Fantini dello Studio A.D.R. di Reggio Emilia, il Peba diventa la «bibbia» di tutti gli interventi da realizzare per rendere la città più accessibile a tutti. L’architetto Maurizio, che si muove in carrozzella, e Fantini, hanno percorso metro dopo metro tutti gli spazi del centro, classificandoli, e indicando appunto cosa fare. Nel complesso si tratta di interventi del valore di alcuni milioni, che l’Amministrazione poi deciderà di compiere, secondo un cronoprogramma tecnico ed economico.Ma a che cosa servirà questo nuovo Piano? Che cosa aggiunge a quanto già conosciuto? Oltre al fatto che la mappatura del centro storico è completa e dettagliata, l’utilità, stando a quando annunciato quando cominciarono i rilievi, si potrà cogliere nel momento in cui l’Amministrazione dovrà intervenire su una determinata strada, piazza o altro sito, anche per installare nuovi sottoservizi. I tecnici, accedendo al Sistema informativo territoriale – cioè la piattaforma on line con tutte le informazioni e la mappa della città – potranno trovare la citazione del Peba relativo al sito in questione. Può mancare uno scivolo, oppure le strisce pedonale non sono evidenti, oppure ci sono ostacoli alla deambulazione. Il Piano dice dunque cosa c’è e cosa manca, entrando nei particolari più dettagliati, e poi indica l’intervento da realizzare, quantificando la spesa.Al momento, come detto, il Peba si limita al centro storico, la zona della città con meno residenti, rispetto ad altre, ma frequentatissima da veronesi – per svago, per acquisti, e anche per lavoro – e da milioni di turisti e visitatori ogni anno. Un punto di partenza, dunque, per un Peba dell’intera città.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 25/09/2018

Note: Enrico Giardini