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Dove San Zeno andava a pescare e faceva miracoli. In lungadige Attiraglio, a partire dal 1276, c´era la strada del «tiraggio» dove buoi e cavalli trainavano le barche con le funi. 
Cosa c´è di più sconosciuto per noi veronesi di oggi della città che si vede galleggiando sull´acqua dell´Adige? Eppure, in questi ultimi anni, questa Verona si può riscoprire a bordo di un gommone da rafting: sono molte le scolaresche che vengono portate da una guida diplomata a provare questa splendida esperienza, ma l´esperienza può essere fatta da tutti.
Del resto, fino al primo Ottocento, l´Adige era la principale via cittadina del commercio internazionale. Non vi racconteremo tutto quello che si vede lungo il percorso, perché lo abbiamo già fatto con i lungadige, alcuni anni fa. Ma vi segnaliamo alcune curiosità, alcune visuali e prospettive nascoste che si scoprono dall´acqua: punti di vista e scorci sorprendenti, sconosciuti anche a chi da sempre vive a Verona. L´Adige che scorre in città è un fiume tranquillo, fatta eccezione per alcuni punti, in cui si trovano un po´ di on! de e, in particolare, all´altezza dei ponti Vittoria, Pietra e soprattutto della ferrovia, l´ultimo dei 12 ponti sotto cui si passa con il gommone.
Dalla Diga del Chievo al Boschetto, si percorrono otto chilometri e mezzo. Si parte dal lungadige Attiraglio, all´altezza dell´ex scuola americana: qui il fiume è largo e sulla destra, quasi fino al ponte Catena, ci sono gli ultimi tratti di campagna, senza argini, con la spiaggetta, soprannominata «Catena beach». Sulla riva sinistra, c´è lungadige Attiraglio, con un bellissimo sentiero all´altezza dell´acqua. In cima all´argine, c´era la strada del tiraggio (o attiraglio, come rivela il toponimo) che correva per tutto il fiume, dalla foce alle porte di Bolzano: i buoi e i cavalli trainavano, per mezzo di lunghe funi, le imbarcazioni che risalivano la corrente.
La testimonianza dell´attiraglio è attestata fin dal 1276, ma questa tecnica fu adoperata sop! rattutto durante la dominazione veneziana, per il trasporto de! l sale, nei mesi di marzo e aprile, quando erano impiegati più di cento burchi di grandi dimensioni.
Con il gommone, si passa sotto il ponte del Saval, il più alto rispetto al fiume: di recente, è stato dedicato all´Unità d´Italia. Il ponte fu eretto nel 1971, su progetto dell´ingegner Bruno Gentilizi e dell´architetto Antonio Pasqualini. Costruito in cemento armato precompresso, è il più lungo e più largo, con una luce di 129 metri e una larghezza di 19.
Poi, si incontra il ponte Catena, opera dell´architetto Dezzuti di Torino: venne costruito nel 1929. Sulla sinistra, continua il sentiero vicino alla corrente del fiume. Prima del ponte del Risorgimento, c´è l´unica costruzione nel letto del fiume, difesa da due grossi speroni: la torretta scaligera della catena. Con una catena, tesa di notte tra le due sponde, garantiva lo sbarramento alle imbarcazioni.
Vicinissimo il ponte del Risorgimento, eretto nel 19! 68, che porta la prestigiosa firma dell´architetto Pierluigi Nervi e che è dedicato al centenario dell´unità d´Italia. Da qui, sulla destra iniziano gli alti muraglioni: su questo primo tratto, si affacciano alcuni palazzi che hanno la facciata principale su via del Bersagliere.
Ci sono, quindi, le regaste di San Zeno, in quella che era la zona della Beverara, dove in passato vi erano potenti ruote idrovore e dove secondo le antiche leggende il santo patrono veniva a pescare: qui lo hanno trovato gli uomini di Gallieno, mandati perché la figlia era indemoniata e solo Zeno poteva liberarla dal diavolo. La tradizione popolare ha fatto del nostro patrono un santo energico e simpatico. Nell´Adige, salva anche un carrettiere che sta per annegare e resuscita un uomo ripescato cadavere dal fiume.
A sinistra, si vedono i due lungadige Cangrande prima e Campagnola dopo, con alcune ville liberty e i palazzi del razionalismo architettonico.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 24/07/2013

Note: CRONACA – Pagina 14